Il Tirreno

Lucca

Giardiniere invia sms hard alla studentessa di 17 anni

di Luca Tronchetti
Giardiniere invia sms hard alla studentessa di 17 anni

Trovato il numero di cellulare della minorenne, l’aveva tempestata di telefonate Denunciato per molestie telefoniche un uomo di 55 anni che abita in centro

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LUCCA. L’incubo si materializza di sera. Quando le arrivano al cellulare messaggi hard. All’inizio pensa ad uno scherzo di pessimo gusto, magari di un compagno di classe o di un amico che voleva farle il filo e che lei ha respinto. Ma quando lo sconosciuto passa dagli sms alle telefonate vere la situazione precipita. Il molestatore ansimando al cellulare simula un rapporto sessuale e le confessa di essersi invaghito di lei e di volerla incontrare. Sono momenti terribili per una studentessa di 17 anni residente nella Piana costretta a rivolgersi alla polizia - con l’aiuto della madre a cui racconta la terribile esperienza - per far cessare la persecuzione iniziata metà gennaio e protrattasi per quasi un mese. Fino al momento in cui, grazie ai tabulati richiesti dalla squadra Mobile della polizia diretta dal commissarioVirgilio Russo, l’identità del molestatore viene rivelata. Si tratta di un giardiniere di 55 anni residente nel centro storico. Un uomo che vive solo. E che adesso è stato denunciato alla procura della Repubblica per molestie telefoniche e ingiurie.

I fatti. Gennaio 2012. La studentessa di 17 anni residente nella Piana torna in una scuola superiore del centro storico dopo le vacanze natalizie. All’inizio tutto okay. Poi, verso metà mese, la sera dopo cena inizia a ricevere un sms da una destinazione sconosciuta. È un messaggio esplicito con chiari riferimenti sessuali. La prima sera non ci fa caso. Ma gli sms continuano. Sempre di sera, sempre a sfondo erotico. La studentessa inizia a preoccuparsi. Pensa allo scherzo di cattivo gusto. Prova a fare domande a compagni di classe, ma non trova le risposte che cerca. A quel punto le telefonate. Almeno due. Entrambe dopo cena. Dall’altro capo dell’apparecchio una voce calda inizia ad ansimare e a gemere mimando un organismo. I riferimenti sono espliciti e la descrizione che fa di lei dimostra che lo sconosciuto l’ha vista in qualche luogo e si è invaghito di lei. La seconda volta, sotto choc, interrompe la comunicazione, spegne il cellulare e si rivolge alla madre spiegandole cosa sta accadendo.

Arriva la polizia. Madre e figlia si rivolgono alla questura. La studentessa racconta gli episodi al dirigente della squadra Mobile e iniziano gli accertamenti.

Dai tabulati - attraverso le telefonate in entrata del cellulare - gli inquirenti risalgono all’anonimo molestatore: un giardiniere di 55 anni, celibe. Viene perquisita la sua abitazione e sequestrato il cellulare dal quale sarebbero partite chiamate e messaggini. Lui non parla. Non rivela come e da chi ha avuto il numero di cellulare della studentessa.

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