Il Tirreno

Lucca

Defezioni al concorso: da 708 a 136

di Barbara Antoni
Defezioni al concorso: da 708 a 136

Alla prova scritta si presenta un quinto dei candidati ammessi. Aspettative zero: «Il posto fisso non lo conquisteremo mai»

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LUCCA. Alla fine ha prevalso il partito degli scoraggiati. Di 708 candidati ammessi alla prima prova scritta del concorso per un contratto di formazione lavoro di dodici mesi come assistente nel settore studi e statistica alla Camera di Commercio, si sono presentati in 136: le defezioni, soprattutto, si sono verificate tra i candidati da fuori regione.

Per fare fronte alle operazioni di registrazione, era stato allestito un dispiegamento di addetti, in tutto otto. All’Itis Fermi in via Carlo Piaggia, ieri alle 14 gli addetti per primi hanno l’espressione sbigottita: si stringono nelle spalle e confrontano tra sé gli elenchi dei candidati che ognuno doveva accogliere, rimasti prevalentemente in bianco.

I giovani candidati, invece, hanno l’espressione rassegnata. Un posto (anche se vero, perché alla fine dei dodici mesi di formazione, il prescelto sarà sottoposto a un esame e se lo supererà sarà assunto in pianta stabile) è poco, dicono, per l’esercito che siamo.

«Nutro zero speranze - confessa Ilaria Rossi, di Piazza al Serchio -. Ho 22 anni, un diploma di geometra, ho già fatto il tirocinio per l’abilitazione. Ho partecipato ad altri concorsi,non ho alcuna aspettativa».

E così Benedetta Puccia, giovane diplomata in ragioneria di Livorno. «La situazione è critica - dice Benedetta -. Ho fatto un sacco di corsi, il mio curriculum è lungo così. Ho fatto anche tanti colloqui: ma tutti cercano persone con esperienza. Come fai ad avere l’esperienza se nessuno ti dà mai una chance?».

Isabella Milianti, 29 anni, di Livorno, è laureata in giurisprudenza. «Perché sono qui? Per conquistare un posto fisso - dice -. Ma il morale è basso. Sto lavorando a tempo determinato, quando il contratto finirà, non so cosa fare. Tanti candidati per un solo posto: è una guerra tra poveri».

Anche Paolo Della Lucia, trent’anni, di Massarosa, è laureato. «Sono un geologo - racconta mentre fa la fila per registrarsi alla prova scritta -. La mia unica aspettativa è il posto fisso. Per me e i miei coetanei il futuro ormai non esiste, non abbiamo alcun tipo di garanzia. Ho fatto mille lavori: il bagnino, l’operatore del censimento. Dò lezioni private. Ho fatto tutto quello che potevo, ma un lavoro fisso non l’ho trovato. Ci consigliano di fare esperienze all’estero per acquisire punti sul curriculum. E se le famiglie che ci hanno sempre supportato non sono in grado di sostenere un soggiorno all’estero?», si interroga.

E come Paolo, Luca Doretti di Montecatini, laureato in scienze politiche. Anche lui, racconta, ha fatto mille lavori, l’ultimo, un tirocinio al Comune, è finito pochi giorni fa. «Spesso ho lavorato come educatore per i bambini, ma finiti i centri estivi, a settembre, sei punto e daccapo», dice Luca.

Antonio Coviello, di Capannori, studente a scienze politiche, non è agitato alla vigilia della prova. Tutt’altro. «Ho lo spirito rilassato - confessa -. Il fatto che ci sia un posto solo in palio quasi ti tranquillizza: tanto non ce la farai mai. È la prima volta che partecipo a un concorso, ma trovare un lavoro è davvero molto difficile oggi». Ventiquattro anni, diploma di ragioniere, un incarico come impiegato che scadrà a dicembre. Questo è Walter Carrese, di Porcari. «Sono qui per darmi una possibilità. Un posto fisso potrebbe segnare la svolta per la mia vita», spiega.

«Abbiamo atteso di sapere quanti candidati si sarebbero presentati prima di fare le fotocopie per le prove scritte - spiega Rosanna Marinelli, presidente della commissione di esame al concorso -. Sono arrivati in pochi, ci dispiace. In dieci accederanno all’orale. È un concorso per un solo posto, ma un posto vero, perché il vincitore dopo dodici mesi potrà essere confermato superando un’ulteriore prova. È la prima volta che facciamo un concorso di questo tipo, per giovani fino a 32 anni di età».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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