Il Tirreno

Lucca

Lucca è un ponte fra Italia e Albania

di Nadia Davini
Lucca è un ponte fra Italia e Albania

L’esperienza pilota in Toscana grazie all’Impronta Onlus e alla comunità per ragazzi Carlo Del Prete

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LUCCA. «Come sta nostro figlio? Come si comporta?». Curiosità sulla vita dei figli, voglia di conoscere il loro vissuto in Italia. Sono queste le domande che gli operatori dell'Impronta Onlus, coop sociale che gestisce la Comunità Carlo Del Prete, si sentono ripetere da anni. Da quando nel 2008 i responsabili della Onlus hanno deciso di compiere un viaggio a ritroso, dall'Italia per l'Albania, sulle tracce delle famiglie e delle terre dei ragazzi stranieri non accompagnati che seguono ogni giornotra corsi di alfabetizzazione, stage formativi, percorsi didattici.

“Re..mi..famiglia” è il nome del progetto che prevede un ponte tra i ragazzi in Italia ospiti della comunità e le famiglie in Albania, così da stabilire un contatto continuo e abbattere luoghi comuni. Ed è grazie a questo progetto che Lucca è diventata città pilota in Toscana per i percorsi di immigrazione che coinvolgono minori stranieri non accompagnati, con la Regione che ha deciso di prenderla a modello per tutte le comunità presenti sul territorio toscano, avviando e sostenendo anche progetti di immigrazione di rientro.

Esiste anche il corto di Tommaso Biondi “Sulle tracce dei delfini” che racconta l’ esperienza di integrazione Italia-Albania, tra i percorsi individuali di ogni ragazzo e i sogni collettivi di un'intera nazione, accomunati da quella solidarietà che contraddistingue la vita dei delfini. Le immagini e le vicende scorrono all'indietro come la memoria di chi ha attraversato questi 12 anni, dal 2000 fino ad oggi. È’ la storia di Dritan Hoxha a ristabilire il quadro, a ridare un nome e un'identità ai passaggi. Lui è un figlio delle ondate migratorie di fine anni Novanta: nel 1999, a 17 anni, è stato tra quelli che credevano che Lamerica fosse in Italia: così ha preso un barcone, è attraccato a Brindisi, tra spari e paura, e dopo un passaggio ad Altopascio è stato il primo albanese a giungere alla comunità Carlo Del Prete. E sempre lui è stato il primo albanese della comunità ad aver scelto di tornare nella sua terra d'origine. Oggi è il presidente della Tartan Onlus, l'associazione albanese gemella dell'Impronta: qui conduce progetti volti al sostegno dei cittadini disagiati di Institut, un quartiere ghetto a nord di Tirana, al reinserimento degli albanesi che decidono di tornare in patria, al mantenimento dei contatti con le famiglie dei ragazzi ospiti alla Carlo Del Prete. E da primo migrante albanese a vivere nella comunità è diventato il primo albanese ad occuparsi di migrazione direttamente nel suo paese. «Nel 2008 – racconta Paolo Gaddini, responsabile della comunità – iniziamo a visitare le famiglie di alcuni ragazzi ospiti in struttura. La difficoltà più grande con i minori stranieri è che giungono in Italia con un progetto preciso: mandare il figlio all'estero a lavorare per inviare soldi a casa. Per prima cosa il ragazzo ci chiedeva un lavoro e rifiutava i percorsi individuali. Parlare con le famiglie e raccontare cosa facciamo è stata la svolta: i genitori hanno capito l’importanza del progetto formativo e i figli hanno iniziato a seguirci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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