Sicurezza
Cause civili più veloci, è boom per la mediazione
Nel primo anno di sperimentazione, presentate 301 domande All’origine delle richieste soprattutto controversie tra utenti e gestori telefonici
LUCCA. Nel 2011 sono state 301 le domande di mediazione depositate alla Camera di Commercio. E 91, pari al 32%, hanno riguardato le controversie tra utenti e compagnie telefoniche (Tim, Wind, Tre, Vodafone).
Sono sempre di più le persone che si rivolgono all’istituto della mediazione, uno strumento innovativo per risolvere controversie civili e commerciali basato su una procedura volontaria e riservata che vede un soggetto neutrale - il mediatore, un avvocato iscritto all’ordine (a Lucca sono 42 i legali nell’elenco) - che aiuta le parti a raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe. Un modo che, in teoria, dovrebbe semplificare e accelerare l’iter giudiziario alleviando il lavoro dei giudici del tribunale. Ma che in pratica resta spesso sulla carta perchè le parti - ognuna assistita dal proprio legale - non cedono di una virgola e preferiscono portare avanti le proprie ragioni sino all’ultimo grado di giudizio.
L’istituto della mediazione può essere paragonato a un centro d’ascolto legale dove il mediatore più bravo è colui che riesce a rivolgere le giuste domande ai contendenti, a capire se c’è un punto in comune, a far riflettere sulla durata del procedimenti civili e sulle possibili conseguenze nel tempo. Perchè nella migliore delle ipotesi per arrivare a una sentenza di fronte al giudice occorrono almeno tre anni mentre la mediazione è rapida: circa 30 giorni dalla presentazione della domanda all’incontro. Dal punto di visto economico le spese sono modeste: chi vuol attivare la procedura di mediazione deve compilare un modello di domanda predisposto dallo sportello di conciliazione in cui vengono inserite tutte le indicazioni per identificare i termini della controversia facendo un versamento di 48 euro.
A questo importo si aggiungono le spese di mediazione stabilite dal tariffario: da un minimo di 52 euro per cause d’importo fino a mille euro a un massimo di 5.520 euro per controversie sino a oltre i 5 milioni. A quel punto, entro 15 giorni dal ricevimento della domanda, la Camera di Commercio convoca le parti e nomina un mediatore attingendo all’elenco della Camera di Commercio. In caso di esito positivo la procedura si conclude con un accordo tra le parti e il verbale omologato dal presidente del tribunale.
A Lucca nel 2011 ci sono state 151 domande di mediazioni per controversie tra imprese e consumatori, 87 tra imprese, 63 tra privati. 243 si sono concluse. Di queste 96 con accordo raggiunto in conciliazione senza proposta del mediatore, 12 fuori dalla conciliazione e uno solo con la proposta del mediatore. Sono state 95 però le mancate adesioni al tentativo di conciliazione e per altre 22 non è stato raggiunto l’accordo. Il valore medio delle domande di mediazione oscilla sui 26.500 euro e la durata media dell’istituto della mediazione è di quasi 37 giorni.
I settori - oltre alle controversie con le compagnie telefoniche - riguardano i diritti sulle cose (24 a Lucca), la responsabilità medica (12), bancaria (11), assicurativa (10), d’affitto (10), finanziaria (9), divisione dei beni (9), diffamazione (5), affitto d’azienda (5), successioni ereditarie (2), liti di condominio (9), comodato d’uso (1).
Dal 21 marzo per le controversie in materia di risarcimento danni da incidenti stradali o da circolazione dei natanti e per quelle in materia di liti condominiali, il tentativo di conciliazione è diventato un passaggio obbligatorio prima di un eventuale giudizio. Sulla questione e sulle possibili ricadute sulle compagnie assicurative si è tenuto un convegno alla sala Fanucchi della Camera di Commercio dove è stata simulata una procedura di mediazione in materia di controversia per responsabilità del condominio.
«Il mediatore - sottolinea l’avvocato Gianni Del Carlo, iscritto nell’elenco alla Camera di Commercio - deve mettere al primo posto l’interesse e non il diritto come è nelle prerogative dell’avvocato. Snellire i tempi, ridurre i costi e far ragionare e riflettere le parti. Il mediatore deve far valere le ragioni del buon padre di famiglia cercando di rasserenare gli animi. Ad esempio, se un fornitore a un certo punto non riscuote da un cliente che si era sempre comportato correttamente alla fine un’intesa si riesce a trovare, mantenendo inalterati i rapporti. Se invece c’erano dissapori latenti e continui ritardi o mancati pagamenti allora è inutile ricorrere alla mediazione».
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