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Lucca

Passerella pronta non prima di due mesi

Passerella pronta non prima di due mesi

Niente inaugurazione, solo un sopralluogo pre-elettorale. Allo studio una sorveglianza anti vandali

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LUCCA. Inaugurata ma vietata al transito, Nonostante il sopralluogo di ieri, in pieno clima elettorale, le foto e le dichiarazioni, la passerella ciclopedonale sul Serchio, non sarà subito a disposizione dei cittadini: prima dovranno essere eseguite le operazioni di collaudo, e per questo ci sarà da aspettare due mesi. E poi ci sarà il taglio ufficiale del nastro

Lavori durati oltre quattro anni, ostacolati da problemi tecnici che hanno coinvolto quattro imprese appaltatrici, tre delle quali, per motivi diversi, hanno abbandonato il progetto in corso d'opera.

«Una Via Crucis - afferma l'assessore ai lavori pubblici Marco Agnitti - dovuta alla rescissione del contratto della prima azienda e al fallimento delle altre due successive, fino alla Guidi Gino Spa di Castelnuovo che ha completato i lavori, risolvendo anche un contenzioso urbanistico circa le misure del ponte». Lunga 260 metri per 3,50 metri di larghezza, la passerella è stata realizzata in acciaio cor-ten (quello adoperato per i viadotti) ed è posizionata un metro sopra il punto di esondazione del fiume, con un'altezza maggiore di 2,50 metri da ciascuna parte, necessaria per consentire il transito dei mezzi di soccorso, ottenuta riducendo l'altezza della trave d'impalcato e con un abbassamento della via Alzaia. In tutto, spiega l’assessore Agnitti all’inaugurazione con il sindaco Mauro Favilla, «abbiamo speso un milione 600mila euro, 300mila in meno del previsto. I soldi spesi in meno saranno usati per l’illuminazione e aggiustamenti esterni, mentre il manto in asfalto naturale sarà effettuata a breve con un'altra gara d'appalto compresa nel costo iniziale».

A garanzia dell'accessibilità dei mezzi eccezionali, la parte del ponte sulla strada è stata prevista mobile e l'altezza delle rampe è calibrata in modo da rendere accessibile il passaggio anche ai disabili. E per scoraggiare atti di vandalismo, si sta progettando un sistema di sorveglianza suggerito dai numerosi furti e danneggiamenti avvenuti nel corso dei lavori agli attrezzi e ai macchinari che ogni sera gli operai erano costretti a rimuovere.

Ma la passerella continua anche a suscitare mugugni. Per vari motivi. Alcuni ritengono che una zincatura avrebbe potuto meglio mettere al sicuro l’opera dalla ruggine. Altri sostengono che percorrerla possa essere pericolosa. Il ciclista che ha la sponda nord alle spalle e lascia S. Alessio e Carignano per riprendere il cammino del Parco Fluviale dalla parte opposta (S. Anna), deve stare bene attento alle auto, visto che deve percorrere una ventina di metri contro mano in curva, dove auto e furgoni sterzano in una curva stretta per entrare in via del Tiro a Segno. Dal lato Sant’Alessio non ci sono rischi di incontrare auto e furgoni, ma si consigliano freni buoni e attenzione massima in discesa. Su questo lato infatti la passerella abbandona il suo naturale percorso di discesa per intersecarsi con il poggio del Parco Fluviale con una curva molto stretta. Lo steccato del parco fluviale e i corrimano della passerella formano un angolo retto, che rende la discesa e la curva in entrambe le direzioni assai difficoltosa. Chi non ha freni buoni rischia di finire contro il muro dell’azienda che si trova in linea d’aria a pochi metri di distanza.

E poi la sporcizia attorno. La passerella è come una grande opera nel deserto, accerchiata da discariche abusive e recinzioni in pessimo stato. Quella all’altezza di via del Palazzaccio (Sant’Anna) è stata distrutta per entrare in auto o in moto lungo il parco, mentre via della Scogliera ha panchine sventrate e attorniate da rifiuti.

Rossella Lucchesi

Michele Citarella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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