Sicurezza
Coop Apuana al bivio venti assunzioni oppure la chiusura
L’azienda rivolge un invito ai disoccupati che protestano «Basta minacce, lasciateci lavorare. Abbiamo famiglia»
VAGLI SOTTO. La cooperativa Apuana a un bivio: se il Comune darà il via al nuovo piano di coltivazione quinquennale, si dice disposta ad assumere venti persone. Se non ci saranno nuove autorizzazione, gli attuali cinquanta addetti della cooperativa, che opera nell’ escavazione del marmo, andranno a casa: chiuderà il 31 ottobre, data di scadenza dell’unica concessione di escavazione rimasta.
Questa la situazione, illustrata dal presidente della coop Giuliano Lorenzini. «Lavoriamo ma con notevoli difficoltà: con l’unica concessione di escavazione rimasta, siamo dal 30 al 50 per cento delle nostre potenzialità. Ed è un lavoro a termine: la scadenza è fine ottobre, quando la concessione si esaurirà. Se il Comune invece autorizzerà il nuovo piano di coltivazione, porteremo gli addetti da 50 a 70».
La cooperativa vuole così da una parte sensibilizzare l’amministrazione comunale, dall’altra dare una spiegazione a tutti quei lavoratori che negli ultimi tempi manifestano a Vagli chiedendo di essere assunti dalla stessa azienda.
A tutti i diretti interessati, spiega ancora la cooperativa, «abbiamo inviato una lettera per spiegare la situazione. Nonostante la Regione si sia favorevolmente espressa sulla regolarità della nostra azienda, non possiamo ignorare il disagio di quanti attendono un modificarsi di eventi».
Inoltre, sempre la coop, invita coloro che hanno aspettative di lavoro «a non ostacolare, con occupazioni o atteggiamenti di disturbo un attività lavorativa complessa e pericolosa. Non comprendiamo l’atteggiamento di alcuni disoccupati che minacciano di invadere le cave. Siamo pronti ad assumere previa valutazione delle maestranze e qualifiche necessarie appena avremo il piano di coltivazione e ci vedremo rinnovata l’autorizzazione. Lasciateci lavorare in pace anche noi abbiamo famiglie da mantenere. Sarebbe incredibile che in un momento di crisi come quello attuale a chiudere fosse una cooperativa che dà lavoro a cinquanta operai e ha ottime potenzialità di assunzione in un territorio come quello di Vagli».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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