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Lucca

Spariti cavi per 200mila euro

Spariti cavi per 200mila euro

Denunciato un vettore che trasporta all’estero le speciali bobine utilizzate per il fotovoltaico

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LAMMARI. Dalla ditta Bruno Baldassari & Fratelli spa erano partiti, diretti in Germania, tre autoarticolati carichi di cavi speciali per impianti fotovoltaici. Prodotti di grande qualità molto richiesti in Europa. La ditta, infatti, si era aggiudicata il subappalto per la fornitura di quei cavi speciali per un valore di 200mila euro. Si trattava di una piccola parte di una commessa molto più grande vinta da una società partecipata dell’Enel per la costruzione di un megaimpianto fotovoltaico in Germania. La ditta tedesca aveva inviato tutte le credenziali allo stabilimento della Piana indicando il tipo e le targhe dei tre autoarticolati. Sembrava tutto in regola. Salvo un particolare non trascurabile: le bobine con i cavi speciali in rame non sono mai arrivate a destinazione. Sparite nel nulla. Con un danno economico e d’immagine mica da ridere per un’azienda leader del settore dei cavi elettrici e con tre stabilimenti nella Piana. Logico che i vertici aziendali ricevuta la notizia dalla Germania della scomparsa delle bobine hanno sporto denuncia alla polizia. Le indagini, condotte dal commissario Virgilio Russo della Mobile, dopo aver verificato l’effettiva spedizione e la massima correttezza dell’operato della ditta lucchese - i cui magazzinieri hanno esibito le bolle di consegna che comprovano il momento della partenza dei tre automezzi - hanno ripercorso a ritroso la filiera del vettore. Trovando il presunto responsabile. Si tratta di un vettore di 54 anni, originario della Sicilia, operante nel territorio di La Spezia e in Campania che nel recente passato si sarebbe reso protagonista di episodi analoghi. L’ultimo in ordine temporale avvenuto a Latina. Stando all’accusa incautamente l’azienda tedesca aveva affidato l’incarico del trasporto delle bobine - in arrivo dalla Toscana - da La Spezia alla Germania al vettore siciliano adesso indagato per appropriazione indebita. Delle preziose bobine al momento nessuna traccia anche se gli inquirenti non disperano di recuperarle.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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