Il Tirreno

Lucca

La priorità è il nuovo ponte sul Serchio

di Gianfranco Borrelli
La priorità è il nuovo ponte sul Serchio

Stefano Baccelli parla delle cose da fare e della campagna elettorale: «Non rimpiango di non essere candidato»

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LUCCA. Sul finire dello scorso anno, improvisamente, il presidente della Provincia Stefano Baccelli aveva scombinato le carte del centrosinistra avanzando la richiesta di primarie per scegliere il candidato sindaco nonostante l’indicazione su Alessandro Tambellini fosse da tempo stabilita per l’intero centrosinistra. Poi, dopo confronti e colloqui a più livelli, l’approfondimento di alcune condizioni politiche poste da Baccelli, ci fu la marcia indietro sulle primarie.

Da allora, però, il dubbio che quella marcia indietro non sia stata indolore e che qualche strascisco fosse rimasto, è uno dei gossip che ricorrono. Ed è da qui che parte questa intervista .

Ora la campagna elettorale è al culmine: ha il rimpianto di non essere lì a misurarsi e a far tentare di vincere il centrosinistra?

«No, anche perché il centrosinistra con Alessandro Tambellini vincerà. A Lucca in questi giorni si respira un’aria molto favorevole per il cambiamento. E mi pare che Alessandro stia interpretando questo sentimento nel modo giusto, con pacatezza e determinazione».

In ambienti del centrodestra, ma non solo, si sostiene che lei pur essendo del Pd da sempre non si stia proprio scalmanando per aiutare Tambellini. È così?

«Io non sono del Pd dalla nascita, lo sono da prima. Nella campagna elettorale del 2006 avrei voluto la lista dell’Ulivo invece di quelle dei Ds e Margherita disgiunte. E siamo stati tra i primi a costituire il gruppo del Pd nella nostra amministrazione. Per un cattolico democratico come me il Pd è assieme un approdo ed una partenza, non semplicemente un partito a cui iscrivermi.

Quanto alle malelingue. Se provengono dal centrodestra fanno il loro interesse. Se provengono dal centrosinistra fanno parimenti l’interesse del centrodestra. In ogni caso contro le maldicenze non c’è difesa, se non la cristiana sopportazione. Quindi per gli uni e per gli altri posso solo dire, usando le parole di San Paolo: Omnia munda mundis…».

Se fosse stato candidato sindaco, con quali slogan e su quali punti avrebbe puntato di più in questo ultimo periodo di campagna elettorale?

«Non lo sono. E ci manca solo che mi improvvisi come 12esimo candidato e pure virtuale. Alessandro sta facendo bene. Il programma è condiviso e il suo programma è il nostro. Gli ultimi giorni dovranno servire per confermare che la nuova amministrazione di centrosinistra sarà il governo di tutti i lucchesi, non di una parte».

Dal suo osservatorio privilegiato di presidente della Provincia, nota qualche assenza significativa nei programmi e che invece sarebbe molto importante per Lucca?

«Ammetto, per quanto mi riconosca una certa diligenza, di non aver letto tutti i programmi degli 11 candidati. Quel che manca davvero è un progetto politico unitario del centrodestra. La verità è che stavolta l’unica proposta di governo sul tavolo è quella del centrosinistra».

Pensa che il 7 maggio potrebbe esserci il nuovo sindaco o, come viene ritenuto più probabile, si andrà al ballottaggio? E ciò dipende solo dalla proliferazione delle liste e dei candidati o è un segno del cambiamento del rapporto tra la società e la politica?

«Spero di sì, che Alessandro vinca al primo turno. Qualora non accada, poco male, vinciamo senz’altro all’eventuale ballottaggio. Quanto alla proliferazione di liste e candidati è l’effetto di quella carenza di un progetto politico comune del centrodestra lucchese, delle loro divisioni, di rancori e rivalse, anche personali. E’ questo che rende atipica, talvolta surreale, questa campagna elettorale».

Quale il progetto o il problema che come presidente della Provincia proporrà di affrontare come priorità con l’amministrazione comunale non appena sarà eletto il nuovo sindaco?

«Il progetto è quello del nuovo ponte sul Serchio. È dall’inizio del mandato che lavoro per trovare i finanziamenti necessari, ci siamo vicini, è un’opportunità da non perdere, assolutamente. È un intervento fondamentale per la sicurezza del territorio oltre che per la mobilità. Quanto ai problemi, c’è solo l’imbarazzo della scelta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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