Italia
Air, trasferimenti e cassa integrazione
Lucart assorbirà a Diecimo e Porcari 18-19 operai, gli altri usufruiranno di ammortizzatori sociali per due anni
CASTELNUOVO. Trasferimenti e cassa integrazione straordinaria per due anni. Sono queste le misure che i sindacati hanno ottenuto dal Lucart Group per i 41 dipendenti, tra impiegati ed operai, della cartiera Air Tissue di Castelnuovo. Misure presentate giovedì sera durante il consiglio comunale straordinario aperto richiesto dal gruppo Insieme per Castelnuovo. Circa 18-19 dipendenti saranno trasferiti nelle sedi di Diecimo e Porcari, i restanti in cassa integrazione straordinaria per due anni.
Al consiglio comunale, ha partecipato anche l’assessore Francesco Bambini assieme ai rappresentati sindacali e le Rsu. Proprio nella mattinata precedente al consiglio c’è stato l’ultimo incontro tra l’azienda della famiglia Pasquini e le forze sindacali: «L’accordo raggiunto sottolinea l’ottimo lavoro effettuato dai rappresentanti – dice il capogruppo di minoranza, Dario Monti – la soluzione per l’immediato è fatta di trasferimenti e di una cassa integrazione straordinaria per due anni. Ma adesso le istituzioni devono pesare a cosa accadrà allora».
L’ex sindaco Sauro Bonaldi pone l’accento sull’intera situazione occupazionale della Garfagnana: «Per Castelnuovo si tratta comunque di altri 40 posti di lavoro persi – afferma – per la cartiera un nuovo ridimensionamento. I sindacati hanno agito bene lasciando indietro la politica, ma ora è il momento delle istituzioni».
Il piano industriale per l’Air Tissue prevede nel primo anno investimenti di marketing per rilanciare il prodotto e nel secondo investimenti nei vari stabilimenti: «Non solo Castelnuovo, quindi, non c’è certezza di reintegro per i cassa integrati – prosegue Bonaldi – l’azienda deve dire alle istituzioni che vuole investire al 100% sull’impianto di Castelnuovo e come. Questo purtroppo, ad oggi, manca. La paura nostra, e anche dei sindacati, è che la Lucart abbia voluto solo acquisire il marchio, ma effettuare pochi investimenti».
Il marchio è Tenderly, quarta potenza europea nel settore dei prodotti cartari. «Su questo tema incalziamo sia Comune che Provincia – chiude Bonaldi – ma la riflessione deve essere globale. Sappiamo che un’azienda di Castelnuovo potrebbe portare un ramo della propria produzione alla Corsonna. Quattro-cinque anni fa questa possibilità c’era con la tintoria di Castelnuovo, ma allora la Provincia non si mosse, mentre stavolta sì. Quali sono le strategie di sviluppo di questa terra?».
Luca Dini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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