Sicurezza
Un Summer da 2,5 milioni 16mila biglietti all’estero
Presentate le cifre e il cartellone del Festival previsto dal 28 giugno al 29 luglio Il promoter D’Alessandro rilancia l’abbinamento con la musica di Puccini
LUCCA. Un festival da 2,5 milioni di euro con 19 mila biglietti venduti a due mesi dal via, di cui 16 mila all'estero. Il Summer (dal 28 giugno al 29 luglio) si conferma uno dei grandi eventi della città e del panorama italiano, il più internazionale per il suo cartellone pieno di big della musica, ancora una volta stellare per celebrare la quindicesima edizione, e la suggestiva location nel cuore del centro storico. Ma soprattutto una manifestazione che fa girare l'economia locale: alberghi, bar, ristoranti.
E nel giorno della presentazione ufficiale del cast dell'edizione 2012 del Summer il direttore artistico Mimmo D'Alessandro annuncia un progetto musicale dedicato a Giacomo Puccini nella prossima primavera, mentre l'Ascom rilancia la proposta di «Lucca città della musica, di Puccini e del Summer Festival. Con così' tanti eventi di grande musica (da dicembre ad aprile dovrebbe essere replicato il Winter festival) la Provincia, d'intesa con gli organizzatori, lavora ad un coordinamento per un calendario che eviti sovrapposizioni con altre manifestazioni in Toscana. Il Summer ormai ha spento anche le polemiche del passato. Lo difendono anche le associazioni di categoria per «l'indotto che crea alla città – dice Rodolfo Pasquini, direttore di Ascom – abbiamo dato vita ad una sinergia con gli organizzatori che hanno accolto le nostre richieste, come ad esempio un corridoio per transitare nella piazza prima dei concerti, per un festival meno invasivo che limiti i disagi a residenti e turisti, ai quali distribuiremo un depliant informativo per muoversi e su tutti gli altri eventi collaterali».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Confesercenti e Confartigianato. Ma se da una parte il festival è una delle manifestazioni musicali più importanti d'Italia ed ormai del panorama europeo, dall'altra sono cresciute le difficoltà a fare quadrare i conti coi contributi pubblici ridotti all'osso (78 mila nel 2011 da parte del Comune), in parte compensati dal main sponsor del festival, la Cassa di Risparmio che festeggerà i 175 anni con una festa aperta alla cittadinanza.
«Un festival costoso? Certo, non nascondo che sono preoccupato – afferma D'Alessandro - i contributi pubblici sono calati negli ultimi due-tre anni e la burocrazia ha dato una ulteriore stretta di vita con misure esasperate». Come dire che musica non è più il business di qualche anno fa. D'Alessandro comunque non si ferma e punta al ventennale del binomio tra Lucca e il Summer.
«Questa manifestazione porta il nome di Lucca in giro per il mondo, oltre al fatto che diamo lavoro a tante persone, anche lucchesi: almeno 500 tra operai, facchini e tecnici audio. E poi la sua forza è nell'appeal di Lucca unico al mondo, la magia del suo centro storico è un valore aggiunto del festival. In futuro vorrei tornare anche in piazza Anfiteatro e San Martino, coinvolgendo tutta la città e musica nelle strade prima e dopo i concerti». Una carenza ancora da colmare del Summer, al contrario di quanto avviene ad Umbria Jazz e Pistoia Blues. Come la difficoltà a trovare bar e ristoranti aperti dopo gli show. Un festival insomma più vivo e coinvolgente.
Un antipasto si è avuto ieri mattina con l'apprezzata ed infuocata esibizione della brass band Magicaboola che ha suonato in piazza S. Michele prima della conferenza stampa del Summer.
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