Sicurezza
Voto, prime prove per le alleanze al ballottaggio
Strategie nel centrodestra per ricompattare il fronte Tambellini: «Spero di diventare sindaco al primo turno»
LUCCA. Chissà se il trascorrere del tempo riuscirà a appianare i contrasti che hanno diviso e dividono il fronte del centrodestra, in ordine sparso alle elezioni comunali del 6 e 7 maggio. Al momento un’intesa tra le varie liste in vista del possibile ballottaggio (20 e 21 maggio) non c’è. I protagonisti della corsa alla poltrona di sindaco non si sbilanciano più di tanto, mentre sul versante opposto Alessandro Tambellini continua ad avere la speranza di farcela al primo turno: «L’obiettivo è quello - dice il professore di S. Alessio -, confido di non arrivare a uno spareggio e comunque a decidere se e a chi chiedere appoggio dovrà essere la coalizione che mi sostiene».
Ma davvero il centrodestra è deciso a continuare a darsi spallate l’uno con l’altro? Non è che alla fine, di fronte alla possibilità di conservare Palazzo Orsetti, verranno messi da parte gli scontri? Quelli che negli ultimi anni hanno finito per dilaniare il fronte che cinque anni fa aveva sconfitto Andrea Tagliasacchi?
«Se andrò io al ballottaggio - afferma Pietro Fazzi - cercherò il sostegno a determinate condizioni. Il criterio base è la responsabilità nelle scelte. Non si deve lasciare tutto in pasto a beghe di partito o a litigi per i posti. Quindi, toccasse a me sfidare Tambellini chiederei attenzione a Mauro Favilla e alle liste del centrodestra; se andrà Favilla il nostro atteggiamento sarà quello che loro terranno nei nostri confronti».
Il sindaco uscente ha sempre sostenuto con chiarezza che gli accordi si possono fare, ma solamente in base ai programmi. Che devono avere molti punti in comune.
«Di sicuro non farò l’apparentamento con Tambellini - mette le mani avanti Maurizio Dinelli -. Questa è l’unica certezza. Ho lanciato la mia candidatura per recuperare i moderati e ho detto che le elezioni di maggio sono una sorta di primarie per il centrodestra. Poi vedremo. Chiedo chiarezza sui programmi, che per la verità per adesso non ho ravvisato».
La sua lista Impegno Comune non può essere classificata secondo i metodi tradizionali, dice Luca Leone. Che perciò si sente sopra le parti. Né di centrosinistra né di centrodestra. «Il ballottaggio? Rispondo così: 1X2, come la schedina del Totocalcio. Per dire che tutto può accadere e che comunque a prendere una decisione al momento opportuno dovrà essere il movimento. Senza preclusioni nei confronti di nessuno. E poi aggiungo: non è mica scontato sottoscrivere l’apparentamento per il ballottaggio».
Mentre la Lega Nord (candidato Antonio Trapani) fa sapere se si è presentata da sola e da sola intende andare avanti anche dopo il primo turno, Gemma Urbani (Lucca Bene Comune) ha il pregio di parlare in maniera netta: «Non daremo mai l’appoggio a chi ha amministrato finora la città. Potremo fare accordi con chi sottoscrive i punti del nostro programma e ci garantisce di portarlo in fondo. Solo in quel caso potremmo fare un appello al voto per il ballottaggio».
Il Movimento 5 Stelle, che candida Daniela Rosellini, non intende legarsi a nessuno, Giuliano Marchetti chiede tempo, Piero Angelini non si sbilancia: «Non decido da solo, la linea viene dettata dalla lista Governare Lucca. Sono un uomo di centro e valuto le proposte per la città. Il centrosinistra? Molti aspetti ci legano, altri ci separano come sanità, acqua e la dipendenza dalla Regione». Andrea Colombini spiega: «Non vogliamo incarichi, sosterremo chi mette in pratica le nostre idee».
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