Il Tirreno

Lucca

Scoperto il fast food di epoca Romana

di Luca Tronchetti ; di Luca Tronchetti
Scoperto il fast food di epoca Romana

Sette anni di scavi hanno riportato alla luce i resti di una tavola calda distrutta da un incendio nel 250 dopo Cristo

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CAPANNORI. I resti ben conservati di una locanda di epoca Romana - oggi paragonabile a un pratico fast food - sono il risultato dello scavo archeologico iniziato nel 2005 in via Martiri Lunatesi a Capannori sotto la direzione scientifica di Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza dei Beni Archeologici e la conduzione dell’archeologo Alessandro Giannoni che guida un’equipé composta da collaboratori, volontari del Gac (Gruppo Archeologico Capannorese) e restauratori. Uno scavo non ancora ultimato, ma che ha già fornito interessanti risposte sulla vita dell’edificio (tra il 100 e il 250 dopo Cristo) e sulla sua funzione nel contesto locale.

Ristorante e fast food. Un grande edificio composto da vari ambienti disposti in sequenza per una lunghezza di 35 metri totalmente dedicato alle attività di ristoro per viandanti come indicano le strutture da cucina e gli abbondanti residui alimentari ritrovati: «Con riferimento ai tempi moderni - dice l’archeologo Alessandro Giannoni - si tratta di un grande punto di ristoro composto da due parti: una sorta di fast food-tavola calda, già venuta alla luce, dove si consumavano velocemente e forse anche in piedi il cibo e di una vera e propria taverna-ristorante per la consumazione al tavolo di pasti caldi. Un locale indubbiamente importante e in grado di soddisfare un diverso tipo di clientela. Siamo stati fortunati a ritrovarlo praticamente intatto: il crollo improvviso del complesso, causato da un incendio intorno al 250 dopo Cristo, ha permesso la formazione di una stratificazione particolarmente ricca che ha consentito di recuperare informazioni dettagliate sulla vita dell’edificio grazie ai quali è stato possibile dare un solido fondamento scientifico alla scoperta». Il fuoco ha cotto i resti della terra (gli elevati erano d’argilla) ed è stato possibile ricostruire i basamenti dei muri.

Reperti recuperati. Tra anfore, ceramiche e vasellame da cucina rinvenuta anche una moneta antica raffigurante Erennia Etruscilla, moglie dell’imperatore Decio regnato dal 259 al 261 dopo Cristo. «Era in perfetto stato di conservazione: purtroppo è affetta da cancro del bronzo e in parte si è corrosa». Gli altri reperti recuperati si possono ammirare all’interno della sezione archeologica del Civico Museo Luoghi e Genti dell’Auser aperto dal gennaio 2011 in via cardinale Pacini a Capannori non troppo distante dal punto di scavo. «Al museo - dice Giannoni - abbiamo realizzato la ricostruzione virtuale del sito utilizzata a completamento del percorso di visita. Con molti dei pezzi esposti nelle vetrinette collocati nella posizione originaria».

Sabato alle 11 all’Auditorium della Fondazione Banca del Monte - verrà presentata la ricostruzione virtuale del sito archeologico e il rendering della campagna di scavi. Ci saranno Paolo Mencacci della Fondazione - che finanzia le ricerche - e il sindaco Giorgio Del Ghingaro.

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