Il Tirreno

Lucca

S. ALESSIO

Via del Caporale è piena di buche

Via del Caporale è piena di buche

Il Comune si dimentica di asfaltarla e i residenti protestano

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Proteste per le pessime condizioni di via del Caporale, una strada vicinale di S. Alessio che il Comune pare aver dimenticato. E’ quanto sostengono i residenti. Tra questi, Angelo Lorenzetti. «La strada è ancora sterrata e i cittadini ne richiedono ormai da tempo la pavimentazione. Lo stato della carreggiata è infatti davvero incredibile: tutto il tratto della strada è ricoperto di buche e transitarvi è pericolosissimo, soprattutto con grave rischio di cadere se si è in bicicletta o in moto. L’amministrazione comunale attuale ha più volte promesso di sistemare la strada asfaltandola, mettendo ogni anno in preventivo i lavori nel programma annuale. Puntualmente però i soldi inizialmente stanziati a questo scopo sono stati dirottati in altre direzioni. Nonostante che ai cittadini venga detto che mancano i soldi, a 100 metri di distanza dalla strada in questione, posto tra due curve ravvicinate, è stato realizzato un dosso dissuasore di velocità per attraversamento pedonale la cui unica utilità è quella di far entrare i passanti in un campo di fagioli. Ogni volta che la strada è dissestata vengono mandati gli operai a buttare un po' di ghiaino per tappare le buche: queste però si ricreano nel giro di pochi giorni, poiché ormai, visto l’aumento negli ultimi anni del traffico sulla strada, il fondo non tiene più. Sono infatti ormai decine le famiglie residenti in via del Caporale che sono costrette a percorrerla per raggiungere la via provinciale di Sant’Alessio, la scuola e la chiesa, oltre a 2 agriturismi ed altre attività produttive, costretti ad incassare le rimostranze dei clienti, che si trovano di fronte a una viabilità da terzo mondo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze