Sicurezza
Una nuova tecnica consente di curare l’ipertensione
Ancora una volta la Cardiologia di Lucca fa ricerca e scuola in campo nazionale. Il reparto del Campo di Marte è stato infatti il primo in Toscana ad effettuare una procedura di denervazione...
LUCCA. Ancora una volta la Cardiologia di Lucca fa ricerca e scuola in campo nazionale. Il reparto del Campo di Marte è stato infatti il primo in Toscana ad effettuare una procedura di denervazione renale, un intervento mininvasivo che agisce sul legame fra le fibre del sistema nervoso simpatico del rene e la pressione. Vengono così curati quei casi di ipertensione resistente, una patologia definita come pressione arteriosa elevata, che permane nonostante il trattamento con tre o più farmaci antipertensivi. Ad oggi nel 2012 sono state eseguite soltanto 170 procedure di questo tipo in Italia e la prima in Toscana, appunto, nella Cardiologia di Lucca.
«Questa tecnologia innovativa rappresenta una vera e propria rivoluzione nel nostro campo - sottolinea il primario Francesco Bovenzi -. Si parla di ipertensione arteriosa, in presenza di valori costanti della pressione oltre i 140/90 mmHg: i danni provocati da questa patologia coinvolgono soprattutto gli organi più sensibili ad elevati valori di pressione, ovvero cuore, rene e cervello. Oggi grazie anche alla grande sensibilità della dirigenza aziendale nel dare slancio alla modernizzazione delle proprie strutture, è possibile intervenire sull’ipertensione resistente attraverso questa tecnica della denervazione renale».
«I più recenti risultati degli studi clinici presentati lo scorso marzo all’American College of Cardiology - spiega Mauro Lazzari, responsabile dell’Emodinamica - confermano che la terapia di denervazione renale determina una costante, significativa e duratura riduzione della pressione arteriosa fino a tre anni nei pazienti con ipertensione resistente ai farmaci. Finalmente il nostro ventaglio di terapie si è quindi arricchito a Lucca di questo nuovo strumento, efficace e sicuro».
«La procedura è semplice e si effettua nel laboratorio di Emodinamica - aggiunge Roberto Lorenzoni, emodinamista -. Si ricorre ad un catetere dedicato che dall’arteria femorale arriva fino alle arterie renali. Una volta a destinazione, dalla punta del catetere viene erogata energia a radiofrequenza a bassa potenza, finalizzata a disattivare le terminazioni del nervo simpatico, senza ledere il vaso, grazie ad un generatore automatico appositamente progettato».
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