Il Tirreno

Lucca

Paga di 5 euro al giorno e zero contributi Inps

di Barbara Antoni
Paga di 5 euro al giorno e zero contributi Inps

Già dieci ricorsi contro il call center che non versava le trattenute di legge Ora la società è sotto il monitoraggio dell’istituto per la previdenza

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LUCCA. Assunti come lavoratori a progetto con un paga di cinque euro al giorno (per quattro ore lavorate) più eventuali percentuali in caso di vendita. Pur di lavorare, andava bene anche il magro stipendio: salvo poi scoprire che l’azienda non aveva mai pagato loro i contributi.

Una scoperta avvenuta per caso, ma che subito ha dato luogo a una mobilitazione. Già una decina di addetti del call center ha presentato ricorso all’Inps chiedendo che vengano versati i contributi loro spettanti per i periodi lavorati.

Il caso scoppia in un’azienda lucchese, la Merx srl, sede legale a Capannori in via Don Aldo Mei ma sede operativa in via del Bozzo a Lucca. Lo stesso indirizzo (e la stessa proprietà) della Share solutions group srl.

Mentre la Share solutions (tuttora attiva, anche se la visura della Camera di Commercio la riporta nel mezzo di una procedura di scioglimento e liquidazione) commercia all’ingrosso e al dettaglio impianti per la purificazione dell’acqua, la Merx (secondo la visura storica, in corso di liquidazione volontaria) svolgeva (è cessata il 31 dicembre 2011) servizi di telemarketing e call center in uscita finalizzati al contatto con la clientela.

«Eravamo in tanti al call center - racconta Mattia Sibra, studente di 22 anni -, circa un centinaio. Tutti con contratti a progetto, anche se poi il nostro lavoro era organizzato dall’azienda e così gli orari. Eravamo arrivati alla Merx leggendo annunci trovati negli informagiovani e nelle agenzie interinali. Successe che una collega a cui l’azienda non aveva pagato lo stipendio si rivolse a un patronato per ottenere ciò che le spettava. Il patronato la indirizzò all’Inps e qui, raccontando il suo caso, seppe che già l’istituto stava esaminando la posizione dell’azienda per un problema di contributi non versati. Così in tanti verificammo la nostra posizione - continua Sibra -: risultò che a nessuno la Merx aveva versato i contributi. Io decisi di lasciare il posto e altri come me, ma altre persone, per le quali anche duecento euro al mese potevano essere determinanti per il bilancio familiare, rimasero. In dieci abbiamo già presentato ricorso per avere versati i contributi che ci spettano. Stiamo cercando di contattare altri ex colleghi per invitarli a presentare il ricorso con noi».

Dalla sede di Share solutions in via del Bozzo, di riscontri non ce ne sono. Contattata ieri due volte, l’azienda direttamente collegata alla Merx, con la stessa proprietà, non risponde. «I titolari sono fuori per lavoro», spiegano al centralino. Abbiamo lasciato il numero della redazione e pregato di essere richiamati, ma nessuno dei dirigenti si è fatto vivo.

In casi del genere, spiega l’Inps, scattati i ricorsi con la richiesta di versamento dei contributi, l’azione di monitoraggio dell’istituto parte. Quindi, stanti i ricorsi, il monitoraggio sull’azienda risulta in corso. Anche se per i collaboratori la situazione è meno facile che per i dipendenti diretti. Mentre per questi ultimi la legge prevede l’automaticità delle prestazioni (per ogni dipendente diretto, l’Inps invia all’azienda la cartella di pagamento dei contributi), per i collaboratori, iscritti alla gestione separata, questo meccanismo non esiste. Ugualmente però, viene confermato, l’azienda deve pagare loro i contributi. E li potranno ottenere a maggior ragione dopo avere presentato il ricorso e dimostrato di lavorare o avere lavorato in quella azienda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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