Il Tirreno

Lucca

Vent’anni, iscritti all’Anpi con la Resistenza nel cuore

di Barbara Antoni
Vent’anni, iscritti all’Anpi con la Resistenza nel cuore

Boom di giovani che sottoscrivono oggi la tessera dei partigiani Il motivo? «Vogliamo mantenere viva la memoria. Non si può sbagliare più»

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LUCCA. Giovani, impegnati e antifascisti. Hanno venti anni appena, altri li hanno compiuti da poco tempo: quello che li accomuna è il senso della conservazione della memoria storica, dell’impresa che i partigiani all’epoca compirono per liberare l’Italia dal fascismo e dal nazismo. E questi giovani sono tanti, un “esercito” ma pacifico, assolutamente senz’armi se non quelle dell’impegno e della parola: sono loro che negli ultimi anni hanno fatto aumentare in maniera notevole il numero di iscritti all’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani italiani. Quelli che hanno fatto cambiare pelle all’associazione.

Come Niccolò Battistini, vent’anni, di Lucca, studente universitario di scienze politiche internazionali, nel cassetto il sogno di un futuro da diplomatico.

«Ho la tessera dell’Anpi da tre anni - racconta Niccolò -. Perché mi sono iscritto? Per preservare la memoria storica di esperienze come quella della Resistenza, di chi ha combattuto per liberare la nazione quando aveva la mia età. Quello che cerco di fare, è di portare il messaggio dell’Anpi tra i giovani, ma anche di dare il contributo dei giovani all’associazione. Quando ci sono iniziative, mando in giro inviti, dò una mano per divulgare le notizie attraverso i social network anche se molte signore sessantenni attive nell’associazione vanno fortissimo con Facebook. E cerco di portare amici agli incontri e di convincerli a tesserarsi».

Tanto entusiasmo perché, spiega ancora Niccolò, «di Resistenza c’è bisogno sempre, senza nessuno che dice “no” non ci sarebbe democrazia. I ragazzi oggi non devono essere fuori da tutto».

O come Alessandra Squaglia, 29 anni e una laurea in filosofia, che lotta per cercare un lavoro nel sociale e che intanto svolge il servizio civile presso la sezione dell’Aism (associazione italiana sclerosi multipla). Alessandra ha la tessera dell’Anpi «da qualche anno» e l’ha sottoscritta perché «l’Anpi fondamentalmente si rispecchia nei valori della Costituzione, per l’importanza storica dell’impresa dei partigiani, il cui perno è stata la Costituzione. E io milito nell’associazione dei partigiani anche per difenderla». Alessandra si è avvicinata all’Anpi «attraverso alcuni amici. Sapevo che cos’era questa associazione, ma non avevo mai avuto un input ad abbracciarla. Ma quando l’ho conosciuta, ho sentito la necessità di iscrivermi, perché secondo me bisogna mantenere vivo il ricordo dei partigiani, per non sbagliare mai più. E per i valori antifascisti, per contribuire a mantenerli vivi».

E’ per larga parte grazie a ragazzi come Niccolò e Alessandra che negli ultimi anni l’Anpi ha visto crescere le adesioni. Come conferma Lilia Sotgiu, del direttivo lucchese dell’associazione: «Nel 2010 - spiega - gli iscritti lucchesi erano 250, nel 2001 sono arrivati a 265 e adesso, nel 2012, sono 306. L’ultima iscrizione l’abbiamo sottoscritta giusto stamattina (ieri mattina, per chi legge, ndr). Anche se Lucca è una città particolare, notiamo che molti giovani si stanno avvicinando all’associazione. E nella maggioranza dei casi non si avvicinano per motivi legati alla loro storia familiare, questo accade soprattutto per le persone adulte. Per i giovani la molla è un sentimento spontaneo, lo spirito antifascista. Dal 2008, quando l’Anpi ha esteso a tutti la possibilità di entrare nell’associazione, abbiamo visto lievitare il numero di giovani. L’unico requisito che viene richiesto quando si fa domanda della tessera è di essere antifascista. Infatti ogni nuova iscrizione deve essere supportata da qualcuno che garantisce per il nuovo socio».

Nell’Anpi, spiega ancora la signora Lilia, esistono due tipi di tessera: quella di “antifascista” e quella di “patriota”, i cui possessori sono soltanto i partigiani che hanno combattuto nella Resistenza. A Lucca oggi sono sei: la presidente Nara Marchetti, il vice Carlo Serio e con loro Paolo Boldracchi, Renato Ghiri, Alvi Frezza e Aldo Vezzosi.

Una tessera popolare anche per il sostegno economico richiesto: il contributo minimo con cui la si può ottenere è dieci euro, ma per i giovani, la maggioranza dei quali studia ancora o è alla ricerca di un lavoro fisso, il sostegno minimo è dimezzato: cinque euro, a fronte del costo vivo che ha, per l’associazione, una nuova tessera: l’importo è di tre euro e mezzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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