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La solitudine tra abbandono e segno dei nostri tempi

La solitudine tra abbandono e segno dei nostri tempi

LUCCA. Il dramma della solitudine ma anche i suoi aspetti positivi quale filo conduttore della settima edizione degli “Incontri in S. Martino”, un’iniziativa nata per volere dell’arcivescovo Italo...

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LUCCA. Il dramma della solitudine ma anche i suoi aspetti positivi quale filo conduttore della settima edizione degli “Incontri in S. Martino”, un’iniziativa nata per volere dell’arcivescovo Italo Castellani al suo arrivo a Lucca con l’obiettivo di creare un luogo d’incontro e confronto tra persone di qualsiasi provenienza religiosa.

Una sorta di agorà aperto a tutti dove sia possibile creare momenti di riflessione su temi esistenziali di interesse comune, in grado di offrire spunti per affrontare problemi più o meno complessi che riguardano la comunità e l’essere umano. «Un modo per aprire alla città le porte della Chiesa in una fase storica e sociale complessa, dove la solitudine si fa sempre più pressante», osserva monsignor Castellani evidenziando le diverse sfaccettature della solitudine, generalmente dipinta come lo spettro dell’abbandono, causa di dolore e sofferenze, ma che può anche presentare risvolti positivi e condurre alla serenità.

La solitudine quale conseguenza di rottura di relazioni, situazioni di indigenza e malattie che fa scivolare l’individuo in uno stato depressivo, ma anche quella generata da rapporti interpersonali sempre più frettolosi e superficiali che già nella metà del secolo scorso il sociologo statunitense Riesman definì “folla solitaria”.

A illustrare il programma degli incontri che si svolgeranno alle 21.15 nel salone dell’Arcivescovato don Piero Ciardella e don Lucio Malanca. Si parte il 26 aprile con un approfondimento sui non-luoghi, ovvero quegli spazi antropologici come centri commerciali, stazioni e aeroporti dove si vivono situazioni di anonimato. Il monaco camaldolese Vincenzo Bonato e Elena Salibra, docente di letteratura all’università di Pisa cureranno invece l’incontro del 3 maggio che ritrae la solitudine nel suo aspetto positivo. La solitudine dell’anima sarà al centro dell’incontro conclusivo del 10 maggio con lo psichiatra Eugenio Borgna. Rossella Lucchesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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