Proteste
Itis, lavori in 4 aule e nei laboratori
Da giovedì interventi sui solai dopo il crollo nell’atrio «Struttura sana, i ragazzi non corrono pericoli»
LUCCA. Lavori in quattro classi, in alcune parti di corridoio e in alcune porzioni di laboratorio. All’Itis Fermi, rimasto chiuso alcuni giorni per la caduta di parti di solaio, gli interventi di messa in sicurezza del soffitto saranno più vasti di quelli previsti in un primo momento.
I saggi effettuati nel fine settimana, infatti, hanno rivelato la necessità di intervenire non solo nell’atrio della scuola, da dove si è staccato una parte di solaio nella notte fra mercoledì e giovedì, ma anche in alcune classi e in alcuni laboratori. In questi spazi - assicura la Provincia - non ci sono pericoli immediati di crolli perché battendo con bastoni sul soffitto non ci sono stati distaccamenti. Tuttavia, le verifiche termiche hanno rilevato alcuni punti deboli, soggetti a rischio di “sfondellamento”, di distaccamento della parte inferiore delle pignatte (utilizzate nei solai in latero-cemento) con conseguente caduta di laterizio e intonaco.
I lavori inizieranno giovedì, come annunciato già da Mario Regoli, assessore provinciale alla pubblica istruzione. Secondo le previsioni dei tecnici, la ditta incaricata - un’impresa esperta che negli ultimi giorni è stata impegnata in interventi analoghi a Milano e Perugia - dovrebbe realizzare circa 80 metri quadri di nuovo solaio al giorno. Per completare la messa in sicurezza del solaio - sia della porzione crollata nell’atrio, sia di quelle che potrebbero subire distaccamenti in futuro - ci vorranno da 15 a 20 giorni, almeno. Di sicuro saranno necessari più dei 60mila euro preventivati all’indomani del primo crollo, anche se una cifra esatta ancora non è stata calcolata.
Di come si interverrà a scuola è già stato informato anche il consiglio di istituto, convocato d’urgenza domenica dalla preside.
Quello che alla Provincia interessa ribadire è che i ragazzi ieri sono tornati a lezione in una scuola non soggetta a rischio di crolli. Non a caso, gli studenti possono seguire senza problemi le lezioni anche nelle quattro classi dove il solaio dovrà essere rivisto. E potranno essere utilizzati anche i laboratori dove sarà necessario intervenire sui soffitti per eliminare il rischio di un futuro cedimento. «L’impresa - conferma l’amministrazione provinciale - lavorerà in questo modo: interverrà in un’aula alla volta. Come inizierà la sistemazione del solaio, gli alunni verranno spostati in un’altra classe o in un altro spazio fino alla fine dell’intervento. In questo modo, ci sarà sempre soltanto una classe non agibile per i lavori di rafforzamento del solaio».
Lo stesso ragionamento vale anche per le porzioni di soffitto nei corridoi sui quali l’impresa dovrà intervenire e, ovviamente, per i solai dei laboratori «che restano agibili - riprende l’amministrazione provinciale - perché non ci sono rischi di crolli. Sollecitando i soffitti, infatti, non ci sono stati neppure distaccamenti di intonaco. I problemi sono stati rilevati riguardano solo porzioni di solai, tali da non impedire l’utilizzo degli spazi».
Ilaria Bonuccelli
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