La manifestazione
Cavani, in attesa di cassa da 9 mesi
La Cgil: tante aziende a rischio in Mediavalle e Garfagnana
CASTELNUOVO. «La crisi economica ha messo in ginocchio i lavoratori della Garfagnana e Mediavalle del Serchio. Il settore più colpito è quello edile, settore trainante dell’economia del territorio, con la perdita di un quarto degli addetti. Quasi tutte le imprese edili stanno usufruendo di ammortizzatori sociali e alcune di esse ritardano la corresponsione delle spettanze ai propri dipendenti creando forti difficoltà».
E’ quanto afferma Giovanni Ferrari, sindacalista Cgil. Nei giorni scorsi il sindacato ha incontrato lavoratori della società Cavani Co.Mo.Ter in cassa integrazione straordinaria dal 8 agosto scorso. «A fine 2011 - continua Ferrari - era arrivata l’autorizzazione ministeriale per la cassa straordinaria, ma ad oggi non sono state ancora ultimate correttamente le pratiche così da consentire all’Inps l’erogazione degli importi spettanti ai lavoratori. Per sei mesi, a seguito del protocollo tra Provincia e Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno, i lavoratori, che ne hanno fatto richiesta, hanno usufruito di un anticipo sulla cassa pari a 700 euro mensili. Ma ora sono due mesi che i lavoratori non percepiscono alcuna retribuzione. Le incertezze per il futuro aumentano anche a causa dei tempi della procedura di concordato rinviata di quattro mesi».
Altro caso quello del consorzio Etruria, «in attesa - continua il sindacalista - dell’omologa di concordato preventivo, ha ripreso l’attività in alcuni cantieri perdendo però la sezione soci di Camporgiano. La crisi non ha risparmiato altri settori. Le ultime vertenze vanno dai lavoratori della Corsonna che stanno chiedendo la cassa integrazione in deroga con la speranza che, la manifestazione di interesse ad avviare una nuova attività produttiva si concretizzi nel riassorbimento di almeno una parte della forza lavoro». La lista è lunga: «All’Airtissue (ex Georgia Pacific) di Castelnuovo i sindacati stanno trattando per evitare i 42 esuberi già evidenziati dall’azienda; i lavoratori delle cave Focolaccia, Ingra e Apuana Marmi rischiano di perdere il posto per il mancato rinnovo dei piani di coltivazione all’escavazione; i lavoratori della coop il Castello impegnati nella lotta per la tutela dei loro diritti. Le domande di disoccupazione ordinaria sono aumentate nel 2011 del 250 per cento rispetto al 2010 e in questo primo trimestre 2012 si registra un ulteriore aumento. Oltre a questi settori la perdita di posti di lavoro riguarda commercio e attività artigianali. La Cgil invita le altre parti sociali, istituzioni e amministrazioni locali a lavorare uniti per trovare soluzioni in difesa dei lavoratori del territorio».
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