Attenzione
Incendiano il bar per eliminare le prove
Dopo il furto tre giovanissimi malviventi si accorgono delle telecamere interne e appiccano il fuoco per distruggerle
LUCCA. Uscivano di notte e dormivano di giorno. Vinti dalla noia e dal desiderio di sentirsi a modo loro «protagonisti». Per i carabinieri tre giovanissimi perdigiorno si erano specializzati in furti di gasolio messi a segno spesso su motocarri in sosta. Il bottino? Alcune centinaia di euro. Soldi che nemmeno ripagavano le spese del loro vagabondare a bordo dell’auto utilizzata da uno di loro. Poi, d’improvviso, un’idea: svaligiare un bar e impossessarsi dei soldi contenuti all’interno delle slot machine. Ma il raid si rivela un fiasco totale: nella macchinetta cambiasoldi ci sono poche centinaia di euro. E soprattutto all’interno del locale c’è la telecamera che li riprende tutti a volto scoperto senza nemmeno una sciarpa o un cappellino a coprire gli occhi. Da lì la decisione di appiccare il fuoco al locale con il gasolio rubato poco prima causando danni per oltre 15mila euro e rischiando di distruggere non soltanto il bar, ma anche l’appartamento al piano superiore dove dormivano alcuni inquilini.
Tre mesi dopo il misterioso incendio al New Bar Sport di via della Chiesa a Saltocchio (era la notte tra il 21 e il 22 gennaio) i carabinieri della stazione di Ponte a Moriano supportati dal radiomobile diretto dal tenente Andrea Senes scoprono gli autori di quel rogo che aveva creato apprensione nella zona e li denunciano per furto aggravato e danneggiamento seguito da incendio. Rischiano una condanna che supera i due anni di reclusione.
Tradito dal giubbotto. La profonda conoscenza del territorio dei militari dell’Arma unita a un pizzico di buona sorte consente di arrivare all’individuazione degli autori che confessano l’addebito. Si tratta di tre giovani, rispettivamente di 20, 19 e 18 anni, tutti residenti tra il Morianese e la Piana, tutti senza un lavoro, tutti appartenenti a famiglie normali che non hanno mai avuto problemi con la giustizia. Due di loro - di recente - erano stati arrestati, e subito rimessi in libertà, per furti di gasolio avvenuti in Media Valle, nella Piana e in Versilia. A tradire la baby gang un giubbotto arancione. Quello notato da un testimone, sentito dai carabinieri di Ponte a Moriano, indosso a uno dei malviventi che fuggivano dopo aver appiccato il rogo. Erano arrivati nella zona a bordo di una Fiat Uno rubata ad Aquilea poche ore prima del colpo al bar e utilizzata come ariete per sfondare la porta del locale. Un furto avvenuto alle 4 del mattino.
Due-tre sere dopo l’irruzione e l’incendio al New Bar Sport il testimone rivede quel giaccone arancione indosso a un giovane. E avverte i carabinieri. Un rapido controllo delle celle telefoniche, l’analisi sull’auto rubata e rinvenuta poco dopo e un’altra testimonianza sulla presenza quella sera nel parcheggio vicino al bar di Saltocchio della macchina riconducibile a uno dei giovani malfattori convincono gli inquirenti di essere sulla strada giusta. Così convocano in caserma tre giovani alla presenza dei loro legali. Messi alle strette confessano l’addebito. Hanno commesso il furto e appiccato il fuoco per paura di essere scoperti, per cancellare le tracce. La flagranza è trascorsa, il pericolo d’inquinamento probatorio non sussiste più e con esso vengono meno le esigenze cautelari.
Bar conosciuto. Il terzetto conosceva il New Bar Sport per averlo frequentato qualche volta. Un locale devastato dal fuoco che venne spento grazie all’intervento tempestivo dei pompieri. Ma se invece del gasolio rubato (fu ritrovata la tanica) la gang avesse utilizzato della benzina il rogo in pochi istanti avrebbe devastato il locale e si sarebbe propagato al piano superiore dove c’era gente che dormiva e che per prima diede l’allarme.
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