La manifestazione
Imu, stangata in arrivo per i negozi
Per botteghe e uffici aumenti di oltre il 120%. Sulla prima casa il rincaro rispetto all’Ici oscilla fra il 23 e il 42%
LUCCA. La mazzata si abbatterà soprattutto sui negozi e sugli uffici, banche comprese. In parte anche sugli alberghi. A commercianti e professionisti, in media, l’Imu costerà il 120% in più dell’Ici. Sempre che il Comune decida di applicare l’aliquota di base, al 7,6 per mille. Anche per la prima casa, però, le famiglie devono prepararsi ad aprire il portafogli: gli aumenti medi oscillano fra il 23% e il 37% a seconda della tipologia di abitazione.
Per il Comune, il passaggio da Ici a Imu viene considerato un’operazione a «saldo zero». Incassare la vecchia imposta e la nuova, insomma, non cambierà i conti pubblici: il 50% del gettito dell’Imu (esclusi gli introiti da prima casa) dovrà essere girato allo Stato. Che taglierà anche i trasferimenti agli enti locali sulla base del maggior gettito garantito dall’Imu rispetto all’Ici. Per i cittadini, però, l’arrivo dell’Imu non sarà a costo zero. Salvo nel caso dei proprietari di case classificate come “popolari” (non nel senso di edilizia residenziale pubblica), ultrapopolari e rurali.
Prima casa. L’aumento medio più consistente riguarda le ville e le abitazioni signorili che, infatti, non hanno neppure diritto alla detrazione. In questo caso, l’Imu costerà circa il 42% in più dell’Ici. Stangatina anche per chi possiede un villino: l’Imu peserà sulle casse familiari circa il 37,5% in più dell’Ici.
La maggior parte delle abitazioni, a Lucca, però, è accatastata come “economica” (24.481): per questi immobili, se utilizzati come prima casa, l’aumento sarà di oltre il 23%, considerando la sola detrazione di 200 euro (invece dei 124 contemplati dall’Ici), esclusa quella di 50 euro per ogni figlio a carico, fino a 26 anni. Ragionamento analogo, applicato alle oltre 6mila case accatastate come “abitazione civili”, determina un aumento superiore al 32%.
Secondo la proiezione effettuata dall’ufficio tributi del Comune, l’Imu sulla prima casa (aliquota al 4 per mille) dovrebbe assicurare un gettito di 4,6 milioni; considerando anche le seconde case (aliquota al 7,6 per mille), il gettito dovrebbe essere intorno a 10,5 milioni.
Negozi, uffici, attività varie. A pagare il prezzo più alto, ad aliquota minima al 7,6 per mille, saranno i titolari di negozi e botteghe. L’aumento medio è del 123%. In concreto, se un negozio pagava, in media, 476 euro di Ici, arriverà a pagare 1.066 euro di Imu. Non va meglio ai proprietari di studi e uffici o alle banche che con l’Imu pagheranno il 121% in più di ora. Proprio come chi è proprietario di magazzini, depositi e perfino box auto. Un dato, questo, da non sottovalutare visto che a Lucca i box auto risultano essere oltre 18.700.
Nella classifica degli stangati, rientrano anche i laboratori artigianali che con l’Imu pagheranno quasi il doppio di quello che versano con l’Ici. Non a caso, le attività produttive dovrebbero rendere al Comune oltre 12 milioni di imposta. Sempre che la nuova amministrazione non decida di ritoccare le tariffe.
Prima rata. In un clima di incertezza costante sull’Imu, un dato è stato definito: la prima rata dell’imposta si pagherà entro il 18 giugno e verrà calcolata con l’aliquota di base: 4 per mille per le prime case; 7,6 per mille per gli altri immobili. Entro il 30 giugno, poi, il nuovo consiglio comunale dovrà approvare il regolamento di applicazione e le tariffe dell’Imu. E dovrà decidere se consentire ai contribuenti se pagare l’imposta in due o tre rate. La seconda sarebbe a settembre e la terza a dicembre. Sia che l’Imu si paghi in due o tre rate, sarà sempre l’ultima, quella di dicembre a contenere il conguaglio sulla base delle aliquote che verranno deliberate dal Comune.
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