Il Tirreno

Lucca

Vincite alla Snai, un esposto in Procura

di Luca Tronchetti
Vincite alla Snai, un esposto in Procura

I legali del barista di Porcari che rivendica 494mila euro chiedono all’autorità giudiziaria di fare chiarezza sulla vicenda

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PORCARI. Un esposto circostanziato alla procura della Repubblica affinché i magistrati possano far chiarezza sull’intera vicenda. È questa l’intenzione degli avvocati Paolo Iacono e Giampaolo Napolitano - legali di Marco Bianchi, 23 anni, barista al B Bar di Porcari, uno dei tre «presunti» vincitori alle slot machine videolottery - che giovedì sera hanno ricevuto la visita del loro assistito. Lui quei soldi li vuole. Sostiene che la sua vincita sia regolare e quel tagliando abbia tutte le caratteristiche per essere presentato all’incasso: 494mila euro. Una ricevuta d’importo inferiore rispetto a quello massimo consentito per le macchinette VLT (500mila euro) e senza la dicitura «vincita da verificare». Due elementi che diversificano il biglietto rispetto a quelli degli altri due «vincitori» al sala scommesse Snai di Porcari.

«Stiamo studiando la questione. - dicono i legali Iacono e Napolitano - Si tratta di un fatto inusuale anche perché il sistema di gioco VLT differisce dagli altri sistemi conosciuti sui quali si è già formata una letteratura giuridica. Per quanto riguarda la posizione assunta dalla Snai, che riterrebbe non valide le vincite, è opportuno che essa sia ben provata e documentata. Per far questo è evidente che dovrebbe operare un soggetto terzo e imparziale che sia in grado di accedere , con i suoi periti, al complicatissimo sistema operativo della Snai dotato di apparecchiature sofisticate e disseminate in vari luoghi d’Italia e in ogni sala dedicata alla videolottery. Per questo motivo pensiamo di interessare la procura della Repubblica affinché possa fare chiarezza sull’intera vicenda. Del resto se la Snai sostiene di avere subito un guasto, opponibile ai giocatori portatori dei biglietti vincenti, avrà interesse a mettere a disposizione della magistratura tutto quanto necessario per far emergere la verità. Altrimenti se noi, come parti in causa, attraverso i nostri consulenti tecnico-informatici chiedessimo di ottenere l’intera documentazione inerente alla slot machine correremo il rischio, peraltro giustificabile, di non ottenere in allegato ciò che cerchiamo e potremmo essere visti con una certa diffidenza».

Dal punto di vista giuridico è necessario chiarire che il biglietto nel quale è indicato l’importo vinto non è un titolo esecutivo però legittima il possessore a pretendere la vincita. L’oggetto del contendere è legato al guasto che ha mandato in tilt le slot machine. Lo si può opporre all’ignaro giocatore? È quanto dovrà stabilire eventualmente l’indagine penale. «Al momento - concludono i legali del barista di Porcari - abbiamo richiesto la vincita (494mila euro) sia alla Snai, società che gestisce il centro scommesse, sia al Ministero delle Finanze. Attendiamo una risposta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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