Il dolore
Le imprese edili diffidano gli enti a pagare i lavori pubblici
LUCCA. L’Ance (associazione nazionale costruttori edili) si prepara al 15 maggio, giorno in cui compirà un’enorme operazione di recupero crediti con l’invio contemporaneo di diffide di pagamento alle...
LUCCA. L’Ance (associazione nazionale costruttori edili) si prepara al 15 maggio, giorno in cui compirà un’enorme operazione di recupero crediti con l’invio contemporaneo di diffide di pagamento alle amministrazioni debitrici: Ance Lucca sarà in prima fila, come dice il presidente Renato Galli.
«Negli ultimi anni il problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese per lavori regolarmente eseguiti è stato al centro dell’azione del sistema Ance; ormai da due anni denunciamo in tutte le sedi e in tutte le occasioni le difficoltà delle imprese, legate alla perversa applicazione del patto di stabilità e alla stretta creditizia. Il risultato è che le imprese di costruzioni oggi stanno morendo e, con loro, le tante piccole e medie imprese dell’indotto. E quando un’ impresa muore è una perdita per tutti: ci sono lavoratori che vanno a casa; ci sono imprenditori disperati; ci sono famiglie senza più speranza. Dagli ultimi dati della Cassa edile lucchese emerge un quadro sconfortante: in tre anni sono sparite dalla Cassa edile il 22% delle imprese e il 25% degli operai (un quarto); solo nell’ultimo anno 119 imprese e 602 addetti in meno.
«Da una recente indagine condotta dagli uffici di Ance Lucca tra le imprese associate è emerso che alcune vantano crediti verso le amministrazioni pubbliche per oltre 2 milioni di euro e hanno punte di ritardo di oltre 400 giorni. Come possono fare le imprese a sopravvivere se non vengono pagate? se, quando si rivolgono alle banche trovano le porte chiuse? se non hanno prospettive, perché ai committenti privati non si danno più mutui per comprare o ristrutturare la casa e le amministrazioni hanno ridotto al lumicino gli stanziamenti per le infrastrutture e le manutenzioni? ».
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