La manifestazione
La banda delle slot colpisce ancora
Ladri in azione al bar osteria Le Torrette: via 4 videopoker e 2 macchinette
LUCCA. La gang dei videopoker torna a colpire. Lo fa alle 3,30 della notte tra giovedì e venerdì al bar osteria Le Torrette sulla via del Brennero a Ponte a Moriano. Un locale che, per la terza volta in tre mesi, viene preso di mira dai ladri. La prima volta i malviventi tagliarono il telone della veranda estiva per impossessarsi di un televisore, la seconda forzarono una piccola finestra esterna che conduce in cucina e da lì arrivarono sino al deposito di sigarette impossessandosi di decine di stecche. L’altra notte invece i malfattori hanno alzato il tiro e si sono portati via quattro slot machine e due macchinette cambiasoldi - oltre a sfondare la porta a vetri all’ingresso - per un importo complessivo che sfiora i 10mila euro.
Furto del furgone. Un colpo studiato nei minimi dettagli. Perché poche ore prima i malviventi rubano, sempre nella zona del Morianese, un furgone Fiat Ducato bianco parcheggiato vicino ad alcune abitazioni. Tra l’altro la suocera del proprietario li vede fuggire e avverte le forze dell’ordine.
Cemento contro il vetro. Con quel camioncino la gang si dirige verso il bar osteria Le Torrette gestito da Grazyna Warszewik, una giovane polacca. I malviventi, armati di piede di porco, si dirigono verso la porta principale blindata e antisfondamento. Provano a forzarla, ma non ci riescono. E allora in due prendono il basamento in cemento dell’ombrellone utilizzato in primavera ed estata per la clientela che vuol prendersi una bibita o un caffè all’aperto e lo scagliano contro la vetrage. Solo il telaio della porta resta intatto.
Scatta l’allarme. La sirena dell’antifurto entra in azione. Ma la banda non batte ciglio. Entrano dentro e, uno alla volta, si caricano sulle spalle i videopoker - che non sono ancorati a terra o al muro - e le macchinette cambiasoldi. Nel giro di 3-4 minuti caricate le slot sul furgone rubato si allontanano a forte velocità. Qualcuno li nota e avverte il 113. Sul posto arriva una volante della polizia. Vengono istituti posti di blocco e la scientifica effettua i rilievi sequestrando il basamento in cemento alla ricerca di impronte digitali. «Non vale la pena tenere le macchinette se i risultati sono questi» dice sconsolata la titolare.
Luca Tronchetti
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