Il Tirreno

Lucca

Irpef e Imu, l’impegno a non fare aumenti

di Alessandro Petrini
Irpef e Imu, l’impegno a non fare aumenti

Ecco le scelte degli undici candidati sindaco sulla pressione fiscale ma pesa l’incertezza perché non si conosce il bilancio del Comune

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LUCCA. Le prossime elezioni non si porteranno indietro alcun aumento, né sull’addizionale comunale Irpef, né sull’Imu sulla prima casa. Questo è quanto emerge dalle risposte dei candidati a sindaco di Lucca alle domande del secondo forum del Tirreno. Dopo la prima uscita, in cui abbiamo fatto il punto sul budget a disposizione per la campagna elettorale, stavolta ci siamo occupati di questioni che andranno a toccare direttamente le tasche dei cittadini, dall’addizionale comunale Irpef, all’aliquota dell’Imu, per chiudere con le tariffe dei servizi a domanda individuale come mense, asili e trasporto pubblico.

Quesiti di non facile risposta in una situazione visto che l’amministrazione non solo non ha approvato il bilancio preventivo del 2012 ma nemmeno il consuntivo del 2011. Come in quello precedente, abbiamo articolato il forum in tre domande e abbiamo riportato le risposte nell’ordine della scheda elettorale.

Quale aliquota intende fissare per l'addizionale Irpef?

Fazzi. Ci troviamo nell'impossibilità di conoscere la reale situazione finanziaria del Comune perché, ed è grave, non è stato approvato e neppure presentato - e siamo ad aprile - il bilancio 2012. E comunque, innalzando la soglia di esenzione dalla base di 13.000 a quella 15.000 euro, si dovranno introdurre almeno due scaglioni di reddito, fino a 80.000 e oltre 80.000 euro. Per il primo mantenere l'attuale addizionale dello 0.6% e per quello superiore innalzare il prelievo allo 0.7 o anche al massimo previsto, dello 0.8%.

Leone. Non abbiamo intenzione di alzare l’aliquota ma dovremo guardare alla situazione complessiva di bilancio. Se mai dovremo ritoccare l’addizionale, aumenteremo la fascia di esenzione totale e introdurremo gli scaglioni.

Tambellini. Non esiste ancora un bilancio e non sappiamo se sarà utile una manovra aggiuntiva. Innalzeremo la soglia di esenzione.

Colombini. Non toccheremo l’aliquota dell’addizionale Irpef.

Favilla. Negli ultimi anni abbiamo lasciato invariata l’addizionale Irpef e alzato l’esenzione da 10mila a 13mila euro. Vogliamo proseguire su questa linea.

Dinelli. I cittadini non devono essere i soli a sostenere i costi. Per questo l Comune dovrà pareggiare il bilancio mantenendo le aliquote attuali.

Urbani. Puntiamo a eliminare gli sprechi in modo da riuscire a mantenere l’aliquota a livelli minimi.

Rosellini. Purtroppo non ci sono i bilanci ma fidandoci dell’assessore che dice che i conti sono a posto, penso che si possa aumentare la soglia di esenzione e creare un sistema a scaglioni abbassando l’aliquota per le fasce più basse.

Trapani. Per il 2012 l’aliquota rimarrà sicuramente invariata.

Marchetti. Vogliamo mantenere le tariffe all’aliquota più bassa che ci è consentita per contenere gli sforzi che i cittadini stanno già facendo.

Angelini. Nessuno di noi sa ancora qual è il bilancio del Comune. Nel programma prevediamo di mantenere le tariffe attuali.

Seconda domanda. Quale aliquota prevede invece per l'Imu sulla prima casa?

Fazzi. L'aliquota dovrà essere portata ai livelli minimi dello 0,2%. Lo stesso potrà avvenire per gli immobili oggetto di interventi di recupero o di ristrutturazione effettuati secondo criteri stabiliti dal Consiglio Comunale in accordo con le categorie e con gli altri soggetti interessati.

Leone. Rimarrà allo 0,4% senza alcun ritocco. Valuteremo la possibilità di introdurre ulteriori detrazione oltre a quelle previste dalla legge, sempre legate al reddito e ai carichi familiari.

Tambellini. La prima casa sarà al minimo di legge (0,4%). Poi studieremo aliquote specifiche sulle seconde e terze case che avranno un valore diverso rispetto a quella per le case sfitte. Prevediamo anche interventi sul patrimonio inutilizzato.

Colombini. Invariata l’Imu sulla prima casa mentre sarà molto più alta per le case sfitte. Già d’accordo con le categorie, aumenteremo l’Imu sui fondi commerciali del centro storico in modo da incentivarne l’affitto e rilanciare il commercio e l’artigianato all’interno delle Mura.

Favilla. Abbiamo l’aliquota minima allo 0,4% proprio perché vogliamo difendere la casa dei lucchesi. Per quanto riguarda quella sulla seconda casa, potremmo aumentarla al massimo dello 0,1% portandola allo 0,86%, molto meno di quanto hanno fatto Capannori, Firenze e altri comuni della Garfagnana. Vogliamo mantenere la pressione fiscale più bassa a livello toscano per dare respiro alle famiglie.

Dinelli. Il Comune deve mantenere l’Imu ai minimi.

Urbani. Vogliamo che l’aliquota sia al minimo in base comunque alla salvaguardia dei servizi fondamentali per i cittadini. Per farlo puntiamo all’eliminazione degli sprechi.

Rosellini. Dobbiamo tutelare le prime case che sono un sacrificio per tutti noi. Sarà fondamentale capire come quali sono realmente i conti pubblici perché ci sono Comuni che addirittura azzardano l’esenzione totale.

Trapani. Manterremo invariata l’aliquota allo 0,4%. Sulla prima casa poi sono già previste delle detrazioni. Sarà opportuno poi capire come saranno trattate le persone ricoverate ed evitare storture e ingiustizie.

Marchetti. Il nostro impegno è per mantenere le tariffe al minimo.

Angelini. Ci impegniamo a mantenere l’Imu più bassa possibile, soprattutto per quanto riguarda i terreni agricoli.

Terza domanda. Tra i servizi a domanda individuale (trasporto urbano, asili, mense...) quali crede che possano essere ancora aumentati?

Fazzi. Nessuno dei servizi a domanda individuale essenziali dovrà subire aumenti.

Leone. Vogliamo mantenere le tariffe attuali per non pesare ulteriormente sulle famiglie. Procederemo con un’ulteriore revisione parametrando le tariffe alle fasce di reddito e ai carichi familiari.

Tambellini. Lavoreremo sulle mense in modo da contenere l’impatto sulle famiglie e sulle fasce più deboli.

Colombini. La tariffa del trasporto urbano dev’essere drasticamente calata. Per farlo smantelleremo un carrozzone come Clap e taglieremo le spese.

Favilla. Non prevediamo modifiche alle tariffe dei servizi a domanda individuale ma non possiamo dire nulla sul trasporto pubblico in quanto tutto dipenderà dalla gara di appalto del servizio che la Regione intende fare su tutta la Toscana con gara unica e non più a livello provinciale.

Dinelli. Nessun servizio deve aumentare. Alcuni devono essere razionalizzati così da diventare meno costosi per l’ente e la comunità. Nel programma abbiamo inserito un tetto massimo per il costo dei buoni mensa fissandolo a 3,6 euro. Poi penso ai criteri di inserimento nei nidi e nelle materne che devono cambiare a favore dei lucchesi.

Urbani. Interverremo sul costo dei buoni mensa. Ora ogni pasto è gravato di un euro per pagare la costruzione del centro cottura. Crediamo che sia giusto spalmare questi costi sulla fiscalità generale e per questo abbasseremo il prezzo a 3,6 euro.

Rosellini. Intendiamo dare servizi efficienti in base alla disponibilità. Cercheremo di capire dove si può tagliare. Puntiamo sull’efficienza dell’organizzazione comunale.

Trapani. Dobbiamo proteggere le famiglie disoccupate ed evitare disuguaglianze. Per le mense propongo tre fasce di reddito in base alle quali stabilire la tariffe.

Marchetti. Dovremmo istituire un organo di controllo che stabilisca quanto costa effettivamente un pasto o un viaggio sul servizio di trasporto pubblico. Poi razionalizzare le risorse. E’ fondamentale agire con la massima chiarezza e aiutare le famiglie.

Angelini. Non intendiamo toccare le tariffe ma per quanto riguarda Clap vorremmo intensificare i controlli perché attualmente la maggior parte delle persone non paga il servizio. Questo è il segno di una gestione fallimentare del Clap che si avvia alla sua scomparsa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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