Finanza
Il Castello, attacco alla Cgil «Ci diffama e rovina i soci»
MOLOGNO. «Gravi e diffamatorie nei nostri confronti le dichiarazioni della Filt Cgil». Con lo sciopero in corso - prolungato fino alle 22 di domenica 22 aprile - presidente della coop Il Castello,...
MOLOGNO. «Gravi e diffamatorie nei nostri confronti le dichiarazioni della Filt Cgil». Con lo sciopero in corso - prolungato fino alle 22 di domenica 22 aprile - presidente della coop Il Castello, Giancarlo Omarini, risponde alle accuse del sindacato sulla estromissione di un socio lavoratore e l’applicazione di uno specifico contratto di lavoro.
Omarini spiega che «il socio-lavoratore è stato escluso, e non licenziato, per reiterata insoburdinazione, in base alle disposizioni di statuto e di contratto. E’ sempre stata legittima ogni sanzione disciplinare o provvedimento di esclusione comminato. La cooperativa ha sempre sostenuto le iniziative sindacali senza mai porre in essere alcun atto discriminatorio come dimostra la costituzione delle Rsu interne alla cooperativa, alla cui costituzione la Cgil non ha partecipato».
Quanto al contratto nazionale applicato dalla coop Il Castello, Omarini spiega che «l’adozione del contratto vigente sia stata deliberata in assemblea da tutti i soci lavoratori, per poter consentire una migliore concorrenza e il mantenimento degli appalti in corso. Ricordiamo come il precedente tentativo della Cgil di imporre il contratto firmato da questo sindacato, abbia avuto effetti disastrosi per l’organizzazione sindacale con il rinvio alla Corte Costituzionale degli atti, mentre il servizio ispettivo della Direzione territoriale del lavorto di Lucca, interessata dalla Cgil sulla questione, ha ritenuto di non emettere provvedimenti di recupero per asserite differenze economiche». E conclude «questa coop, dove la maggioranza si dissocia dal comunicato Filt-Cgil, considera singolare la condotta di un sindacato che, asserendo di tutelare i lavoratori, organizza uno sciopero alla vigilia di rinnovi di contratti di appalto, mettendo a rischio 90 posti di lavoro».
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