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Il barista va dall’avvocato per avere i soldi delle slot

Il barista va dall’avvocato per avere i soldi delle slot

Ieri sera Marco Bianchi si è incontrato con il suo legale in uno studio di Camaiore per studiare la strategia adatta riguardo alla vincita non riconosciuta dalla Snai

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PORCARI. Nelle mani stringe ancora quel tagliando, all’apparenza regolare, che riporta la vincita di 494mila euro. Marco Bianchi, 23 anni, barista al Bbar di via Puccini a Porcari, vuole quei soldi. Perché quando inserisce le monete nelle slot machine e alla fine non esce un centesimo lui non fa una grinza. Ma quando, una volta nella vita, lo scontrino indica l’importo della vincita non gli va giù che il concessionario ufficiale gli dica che nessun jackpot è stato vinto nella giornata di lunedì. Così nel tardo pomeriggio di ieri con quel tagliando stretto nel pugno di una mano è andato nello studio di un legale a Camaiore per discutere con lui la strategia da intraprendere per vedere riconosciuto quello che lui ritiene «un sacrosanto diritto». La Snai ha bloccato il sistema Barcrest per effettuare le opportune verifiche consultando il database contenente le registrazioni di tutte le transazioni di gioco svolte sulla piattaforma e i suoi 1450 terminali. È disponibile a ulteriori verifiche nell’interesse delle parti, ma ha evidenti prove che a determinare quelle vincite è stato un guasto al sistema. Ergo: non è intenzionata a pagare.

Bianchi non ci sta. Oltretutto è l’unico dei tre «vincitori» alle videolotteries della Snai di Porcari che non ha la scritta « da verificare» e l’importo è inferiore al tetto massimo dei 500mila euro. Quella somma avrebbe sicuramente cambiato la vita del barista. Che dalla vicenda ha subito un danno morale di cui tener conto se verrà avviata una causa civile singola oppure assieme agli altri giocatori sparsi nei centri Snai in Italia che hanno vinto cifre da sogno alle video lottery (class action). Di certo c’è che la battaglia legale è soltanto agli inizi e i possessori dei tagliandi (due da 494mila euro, uno dei quali con la scritta vincita da verificare, e uno da oltre 9 milioni quando il tetto massimo di vincita è 500mila euro) non sono disposti a rinunciare alle somme vinte. Non è da escludere che per meglio comprendere il funzionamento del sistema il legale del barista possa nominare anche un consulente tecnico informatico in modo da poter presentare una relazione completa alla Snai e al giudice. (l.t.)

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