Finanza
Biomasse, delusione per gli incentivi
Con il decreto sulle energie rinnovabili a rischio la realizzazione della centrale nell’ex cartiera Alce
FORNOLI. Potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo alla realizzazione della centrale a biomasse nell’ex cartiera Alce il decreto sulle energie rinnovabili che il governo sta mettendo a punto. In particolare per la parte che riguarda le biomasse. Come spiega il presidente dell’Uncem Oreste Giurlani, il governo vorrebbe istituire un registro delle società che vogliono produrre energia con le biomasse, ma un registro a numero chiuso, in base agli incentivi per questo settore di attività, la cui entità verrà decisa di anno in anno.
«Il registro - dice Giurlani - potrebbe bloccare sul nascere molti progetti. Si salveranno solo gli impianti che entro il 2012 saranno allacciati al gestore dei servizi energetici. E così, chi è pronto prenderà i certificati verdi come erano prima del 2008. Chi non lo è rischia di veder fallire il proprio progetto. E uno di questi potrebbe essere quello della centrale a biomasse di Alce».
E così Federico Fontanini della Fistel Cisl. «Ci aspettavamo - dice - che le indicazioni del governo in merito alle biomasse fossero diverse - dice il sindacalista, che segue da anni la vertenza Alce, con oltre settanta lavoratori in cassa integrazione da tre anni, in attesa della riconversione dell’azienda -. Si attendevamo formule più incentivanti. Ci auguriamo che questa bozza non diventi definitiva, ma che la trattativa lasci spazi di modifica a favore delle aziende».
Secondo Giurlani, così come risulta impostato al momento, il decreto danneggerebbe anche le cooperative che operano in ambito forestale, «che vorrebbe investire in piccoli impianti a biomasse. Quanto ad Alce - continua - credo che la soluzione migliore sarebbe quella di riconvertire tutta l’area ricreandovi una zona industriale». (b.a.)
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