Sicurezza
Benzina cara, lavoratori e studenti riscoprono il treno
In Lucchesia i pendolari sono aumentati dal 9 al 13%, mentre i titolari degli impianti minacciano di chiudere
LUCCA. Più treno e meno auto, specie se a benzina. I pendolari delle ferrovie aumentano e i benzinai denunciano un crollo nelle vendite di carburante (30% in meno) dall'inizio dell'anno. Tanto che qualche gestore minaccia di chiudere l’impianto o di passare la mano.
Ecco le due facce della crisi. Nel 2011, infatti, il numero dei cittadini lucchesi che ha utilizzato treno per muoversi, soprattutto per andare a scuola, all’università o a lavorare, è aumentato sensibilmente rispetto agli anni scorsi. Tutti sul treno perché «i costi della benzina non sono più sostenibili e spostarsi in macchina oggi è diventato un lusso per pochi», spiegano i pendolari incontrati alla stazione. «Preferiamo il treno – continuano Luca e Alice – anche se i disservizi sono diversi, dalla scarsa puntualità alla manutenzione che in qualche caso lascia un po' a desiderare».
Il fenomeno è vasto a livello regionale e non riguarda solo la Lucchesia. Anche se in zona le cifre sono importanti. Tanto da portare l'assessore ai trasporti della Regione, Luca Ceccobao, a comunicare che il numero dei passeggeri in transito è in sensibile crescita, +7,5%. Ogni anno in Toscana si spostano in treno oltre 200mila persone, di cui almeno 184mila entro i confini regionali. Un dato in controtendenza se si pensa che nel 2010 c'era stato un calo dell'affluenza dello 0,2%, rispetto al 2009. Anche per le tratte che coinvolgono Lucca l'aumento è evidente: nel mese di marzo 2011, infatti, la media del numero dei passeggeri della linea Firenze-Pistoia-Lucca-Viareggio, è stata di 404 passeggeri (371 e 385 rispettivamente a marzo 2010 e 2009). In percentuale, questo significa un aumento medio di quasi il 9%, superiore, perfino, al dato regionale. La media giornaliera dei pendolari è stata di 141 persone per la tratta Lucca-Piazza al Serchio-Aulla (rispetto ai 124 del 2010 e i 136 del 2009), con un aumento del 13,7%; 134, infine, la media per la tratta Lucca-Pisa. I numeri, dunque, ribadiscono che chi lavora o studia fuori città utilizza il treno per spostarsi invece dell'auto. Troppo costosa la benzina che sfiora i 2 euro. A risentirne, oltre alle tasche dei cittadini, sono anche tutti coloro che con la vendita del carburante ci vivono e ci mantengono la famiglia. « Con la benzina così alta – spiega Graziano Napoli, presidente Faib Lucca – le persone tendono a risparmiare e a privilegiare i mezzi pubblici, in particolare i treni. Oppure c'è chi si organizza con più persone spostandosi con un'unica auto e dividendo il prezzo della benzina». «Dall'inizio dell'anno ad oggi – aggiunge Adriano Rapaioli, responsabile della categoria dei benzinai – si registra una diminuzione degli erogati pari al 30%. Questo è l'andamento nazionale, ma rispecchia in pieno la situazione locale. La maggior parte dei benzinai in questo momento è in grande difficoltà, alcuni non riescono a pagare gli impianti e l'affitto, la crisi avanza».
La legge sulle liberalizzazioni, che consente ai benzinai di acquistare il carburante da più compagnie (anche quelle no logo), senza più avere il vincolo dell'esclusiva, per il momento esiste solo su carta. «Oggi esiste un unico tipo di contratto – conclude Rapaioli – e cioè quello del comodato d'uso. Con la legge sulle liberalizzazioni dovranno essere stabiliti nuovi contratti tra ente gestore e compagnia petrolifera: per ora, però, tutto tace e se continua così molti benzinai dovranno chiudere gli impianti».
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