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Lucca

Le promesse mancate del señor presidente

Le promesse mancate del señor presidente

Nessun impegno per la città di Martinelli, oggi citato per l’inchiesta sulle tangenti italiane a Panama

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LUCCA. La promessa era di realizzare un ostello al Palazzaccio, la località di S. Anna da dove sono partiti i suoi bisnonni e i nonni in cerca di un futuro migliore in America. C’era anche l’idea di realizzare una mostra fotografica permanente con le foto storiche dell’emigrazione.

A settembre del 2009 le parole di Ricardo Martinelli, lucchese nel mondo fresco di elezione a presidente di Panama, sembravano impegni concreti. Come l’emozione dichiarata davanti al Volto Santo, alla processione della Santa Croce e durante la messa celebrata nella cappellina fatta costruire a S. Anna dai suoi antenati. Invece, non si è avverato nulla di quanto promesso dal presidente di origine lucchese, oggi al centro dell’inchiesta della procura di Napoli sul faccendiere Valter Lavitola, descritto dagli inquirenti come il «collettore» delle tangenti che aziende italiane sarebbero state pronte a versare al governo panamense in cambio di commesse. Secondo uno dei testimoni chiave dell’inchiesta, l’imprenditore Mauro Velocci, Lavitola, nel suo ruolo di “intermediario” nel gennaio 2011 avrebbe avanzato anche la richiesta per «l'acquisto di un elicottero per il presidente Martinelli» nel circolo vizioso di tangenti e affari. Ma per le imprese lucchesi affari a Panama non ce ne sarebbero stati. Nonostante gli impegni suggellati anche nella primavera del 2010 dalla visita ufficiale di una delegazione del Comune e di imprenditori locali, guidata dal sindaco Mauro Favilla. Alla fine, i rapporti fra Lucca e il suo illustre concittadino si sono limitati a promesse di contatti e allo scambio (simbolico) delle chiavi della città: Martinelli ha avuto quelle di Lucca e Favilla quelle di Panama city. Ma nulla di più. Dopo il 2010 le relazioni si sono azzerate. L’unico risultato concreto della città è stata l’esposizione, nella capitale di Panama, dei pannelli della mostra itinerante su Giacomo Puccini e Lucca. Così oggi diventa più facile per tutti evitare i commenti ufficiali sull’emigrato diventato all’improvviso ingombrante. Anche se appena un paio di anni fa, c’era la corsa a cercare i parenti lucchesi di Martinelli, a offrire rinfreschi al presidente, a riceverlo a palazzo Orsetti con tutti gli onori dovuti a un capo di Stato. Ma quelli erano altri tempi. Anche se poi non così lontani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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