Sicurezza
«La Snai ora deve tirare fuori i soldi»
Scommettitori in subbuglio, chiedono che la società riconosca le vincite realizzate allo slot machine della videolottery
LUCCA. E’ l’argomento del giorno. Tra gli scommettitori abituali, ma anche tra chi gioca a malapena al Totocalcio (che negli anni è stato soppiantato dalle lotterie istantanee). Le vincite-non vincite realizzate alla Snai di Porcari - e anche in tutta Italia - fanno parlare. Perché, volenti o non volenti, si parla di soldi. Tanti. Capaci di cambiare la vita al cittadino comune. Che con 500mila euro in saccoccia non dovrebbe più rodersi il fegato a far fronte a bollette, mutui, affitti.
Peccato, però, che quei soldi non li vedrà nessuno. O forse solo pochissimi fortunati. Perché si tratta di vincite alle slot machine della Snai provocate da un guasto informatico che nell’arco di soli 3-4 minuti ha sfornato in tuta la penisola un numero imprecisato, ma consistente, di scontrini fasulli. Fasulli perché riportavano l’erronea indicazione di una super vincita. A Porcari, al Punto Snai di via Puccini, a illudersi sono stati in tre. In quell’agenzia il monte-premi sarebbe stato di quasi 11 milioni.
Il mondo degli scommettitori si è subito schierato a favore dei tre giocatori sottolineando che se la Snai non paga i vincitori, con la stessa logica dovrebbe rimborsare tutti quelli che hanno perso.
Intanto sta iniziando la battaglia legale da parte dei tre possessori dei biglietti vincenti che si sono rivolti ad altrettanti studi legali per valutare la possibilità di procedere contro l'importante società di scommesse.
Alla sala giochi di Porcari le tre vincite sono l'argomento del giorno.
«Premesso che io faccio sempre tifo per gli scommettitori - esordisce Lorenzo, un artigiano in pensione - perché il gioco è un qualcosa che ho sempre avuto nel sangue, dico che la Snai deve pagare. Ad un giocatore non si può far credere di avere vinto una cifra del genere e subito dopo dire che è stato uno sbaglio. Se una vicenda del genere fosse accaduto a me come minimo chiedere i danni morali. Un'emozione così grande mi avrebbe potuto causare un infarto».
Pur con sfaccettature diverse la stragrande maggioranza degli scommettitori tifa perché la Snai paghi. E l’allenatore di volley Giordano Donatelli sostiene che «si tratta di una vicenda incredibile. Consiglio ai vincitori di tenersi stretta la ricevuta delle macchinette».
«Chi gioca quando vince vuole essere pagato - dice Emanuele Micheli - non gli si può dire che c'è stato un guasto e quindi tutto viene azzerato. Sarebbe troppo facile».
«Se avessi il biglietto della vincita di quasi mezzo milione - incalza Stefano Stivè - lotterei fino in fondo per riscuoterlo. Una cifra così mi cambierebbe la vita. Comprerei una casetta e mi toglierei tante soddisfazioni».
In molti cercano di immaginarsi nelle vesti delle persone che hanno in tasca il presunto biglietto vincente.
«"Se la Snai si rifiutasse di pagare - dice Luca Pergola, un operaio del settore cartario - non mi arrenderei e mi rivolgerei ad un ufficio legale per cercare di fare valere i miei diritti».
«"Questa è una sorta di girone dei dannati - dice Sandrino, un pensionato abituale cliente della sala giochi - dove tutti noi chi più e chi meno lasciamo una buona parte dei nostri soldi. Se per una serie di circostanze fortunate una volta succede di vincere la società non può rifiutarsi di pagare dicendo che per un guasto le macchinette sono impazzite. La Snai deve pagare, poi si rifarà contro chi ha sbagliato. E' inammissibile che a rimetterci deve essere sempre e solo il disgraziato del giocatore».
La giustificazione dell’anomalia informatica non viene accettata.
«Se con la scusa del guasto - aggiunge Claudio, un impiegato in pensione, che si diletta a scommettere sulle corse ippiche - la Snai non riconoscesse niente ai possessori dei biglietti vincenti perderebbe la faccia nei confronti delle centinaia di persone che tutti i giorni vengono a scommettere nelle sue sale con la speranza di una vincita che arriva raramente».
Secondo le stime della Snai, infatti, il jackpont da 500mila euro arriva in media ogni 30-45 giorni.Pur concordando sul fatto che la società delle scommesse deve pagare i tre vincitori, c'è chi pensa che la Snai farà il possibile per non pagare. A questo punto ci sarà lavoro per gli avvocati.
«Ho forti dubbi - dice Piero Pacini - che la Snai riconoscerà le vincite. Gli interessati dovranno sicuramente rivolgersi a qualche studio, ad avvocati esperti della materia. Solo così possono avere qualche speranza».
È dello stesso parere Luca. «La Snai continua a dire che si è trattato di un guasto tecnico e questo mi fa capire che per fare valere i propri diritti dovranno rivolgersi a un bravo avvocato».
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