Finanza
Presidio a Giardino la protesta esplode
Vertenza Corsonna, divieto ai lavoratori entrare in ditta Con i sindacati, è stato allestito un gazebo permanente
BARGA. Manifestazione di protesta e presidio permanente da ieri mattina da parte dei lavoratori dello scatolificio Corsonna di Castelvecchio Pascoli. Ieri mattina alle otto, operai e impiegati della fabbrica si sono ritrovati davanti ai cancelli dello stabilimento, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, per protestare contro il comportamento dell’azienda che continua ad essere latitante.
La manifestazione è scaturita dopo che la rappresentanza aziendale ha ricevuto una comunicazione via fax in cui vieta di stazionare all’interno dello stabilimento per motivi di sicurezza e si dispensano i lavoratori stessi dal presentarsi.
Alla manifestazione erano presenti Fabio Graziani e Simone Tesi della (Slc Cgil) e Federico Fontanini (Fistel Cisl) che chiedono all’azienda di dare maggiori garanzie in questa complicata situazione.
Una situazione di limbo in quanto i lavoratori, scaduta la cassa integrazione straordinaria, dovevano essere messi in mobilità, ma l’accordo per questo passaggio non è mai stato sottoscritto e quindi in questa fase i lavoratori sono considerati a carico del Corsonna.
«Vogliamo sapere – sostiene Graziani – cosa significhi la comunicazione inviataci via fax. Cosa significhi essere dispensati dal presentarci sul luogo di lavoro e soprattutto chi garantisce per noi in questa fase. Ma l’azienda continua a non farsi vedere, a comunicare con noi via fax. È completamente latitante e ci sta lasciando allo sbando, impedendoci addirittura di entrare nello stabilimento. Abbiamo necessità – continua Graziani - di capire quali siano le garanzie economiche per i lavoratori del Corsonna in questa fase».
Continua la lotta dei lavoratori, decisi con i sindacati a saperme di più in merito all'interessamento di un imprenditore locale che vorrebbe rilevare il capannone del Corsonna per riconvertirne l’attività, con una nuova linea produttiva che potrebbe impiegare, inizialmente, almeno una quindicina di addetti.
«Per rendere più visibile alla gente la situazione che stiamo vivendo – conclude Graziani – abbiamo dato vita a un presidio permanente a Giardino, nel centro di Barga, per tutto il tempo che sarà necessario».
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