Sicurezza
Non pagano l’affitto, due famiglie sfrattate da chi le aiutava
«Siamo senza lavoro e abbiamo 5 figli da mantenere» Replica dei volontari: «Decisione presa con i servizi sociali»
LUCCA. «Da tempo siamo senza lavoro e la prossima settimana ci ritroveremo in mezzo alla strada con i nostri cinque figli. Siamo stati sfrattati dal gruppo volontari per l’aiuto agli emigranti che fa riferimento al centro di ascolto della Caritas, e giovedì prossimo manderanno la forza pubblica per farci uscire. Da tempo non paghiamo l’affitto perché nel settore delle costruzioni tutto è fermo e anche noi non si lavora. Siamo disperati e chiediamo aiuto affinchè i nostri figli possano avere almeno un tutto sotto cui dormire».
E’ l’appello, lanciato sulle colonne del nostro quotidiano, da Mohammed Mehlaout,marocchino, sposato con tre figli e Mahrez Akkari, sposato, con due figli piccoli di cui una bambina gravemente ammalata.
I due immigrati abitano in due distinti appartamenti in via per Torre a Torre all’interno di uno stabile gestito dal gruppo volontari emigranti in collaborazione con i comuni. Ma ormai da tempo non pagano l’affitto perché senza soldi. «Noi siamo grati a tutti per quello che hanno fatto per noi – dicono i due capi famiglia - In particolare vogliamo ringraziare la Caritas per tutta l’assistenza che ci ha dato e continua a darci. Dal cibo ai vestiti per i bambini a tante altre cose importanti. I responsabili della struttura ci hanno dato lo sfratto esecutivo e se non lasciamo le due abitazioni interverrà la forza pubblica. Noi chiediamo di restare perché non abbiamo altre soluzioni perché non avendo lavoro non possiamo pagare nessun affitto. Chiediamo che altre istituzioni, il Comune ad esempio, trovino per i nostri figli soluzioni, magari anche provvisorie che , per non finire sulla strada ». Le case dove abitano le due famiglie di extracomunitari, precisano i volontari, rientrano in un progetto gestito da questa associazione in collaborazione con i comuni, per cercare di venire incontro alle famiglie più bisognose.
«Queste due famiglie – dicono alcuni responsabili del centro – abitano in queste case da moltissimo tempo, ma non hanno mai rispettato il regolamento che consiste in un progetto che permette di offrire una prima assistenza alle famiglie più bisognose. Queste famiglie hanno avuto tutta l’assistenza possibile anche se da molto tempo non pagano più le quote e le bollette sia della luce e del gas. Questa gente si è approfittata della generosità dei benefattori e in sintonia con i servizi sociali e il Comune è stato deciso che devono andarsene. Purtroppo, abbiamo una lunga fila di altre famiglie bisognose, con bambini piccoli e tantissimi altri importanti problemi dovuti alla mancanza di lavoro e un impoverimento sempre maggiore delle fasce più deboli».
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