La manifestazione
Corsonna nel caos scatta il presidio
Un imprenditore comprerebbe l’azienda per riconvertirla ma la proprietà vuole aprire la mobilità per i 74 addetti
CASTELVECCHIO PASCOLI. Giovedì 12 aprile facevano dodici mesi di cassa integrazione straordinaria per i 74 dipendenti dello scatolificio Corsonna. Così ieri mattina, in mancanza di comunicazioni, si sono recati sul posto di lavoro. Ma hanno trovato portoni sigillati e una lettera affissa all’ingresso in cui il liquidatore informava i dipendenti che in seguito all'apertura della procedura di mobilità comunicata “alle organizzazioni sindacali e alla Provincia per raccomandata e anticipata via fax in data 5 aprile, nonché consegnata a un rappresentante dei lavoratori”, loro “erano posti in ferie retribuite dal 13 aprile fino allo scadere dei termini procedurali”.
Fabio Graziani, sindacalista Cgil del settore carta, conferma che sindacato e lavoratori non erano stati informati di alcuna decisione dell’azienda. Subito, davanti allo scatolificio, è stato attivato un presidio, cui hanno partecipato lavoratori e loro rappresentanti. E’ arrivato anche il sindaco di Barga, Marco Bonini. Il presidio riprenderà lunedì, nuovo giorno di lavoro sul calendario.
Enrico Mucci, Rsu del Corsonna, considera la porta chiusa e il cartello «una contraddizione in termini. Secondo noi, se veramente fossimo in mobilità, senza mai aver firmato un accordo, saremmo licenziati e quindi non in ferie. Per questo abbiamo deciso di fare il presidio per tutta la durata del nostro orario di lavoro».
Eppure novità positive per il Corsonna sembrano proprio esserci. Come spiega sempre Graziani, pochi giorni fa, in vista dello scadere della cassa straordinaria, «abbiamo avuto un incontro: sindacati, istituzioni locali e pisane (la vertenza del Corsonna interessa anche lo scatolificio Bientina nel Pisano, proprietà della stessa famiglia Marcucci di Barga: anche qui i lavoratori sono in cassa integrazione, ndr) e giudice fallimentare. Quest’ultimo ci ha comunicato che alla vigilia di Pasqua un imprenditore locale ha cominicato la tribunale l’intenzione ad acuisire l’immobile del Corsonna, collocarvici un macchinario e recuperare una parte del personale dello scatolificio (almeno quindici, inizialmente, secondo indiscrezioni, ndr). Abbiamo così chiesto - continua il sindacalista - che i lavoratori del Corsonna potessero usufruire di quattro mesi di cassa integrazione in deroga per poter seguire con attenzione la trattativa. Invece ci è stata negata. Piuttosto, siamo stati invitati a far dimettere i lavoratori e di firmare la procedura di mobilità, ma noi ci siamo rifiutati».
L’incontro si è concluso così, e ieri l’amara sorpresa dei cancelli chiusi.
Graziani giudica il comportamento del liquidatore che ha affisso il cartello «irrensponsabile» e l’atteggiamento dell’azienda «latitante». E conferma anche che i lavoratori invece, continueranno sulla loro strada: continueranno il presidio, tutti i giorni per tutto il tempo dell’orario di lavoro, finché non ci saranno nuove comunicazioni.
Anche l’assessore provinciale Francesco Bambini, con il sindaco Bonini, intervengono sulla vicenda, dicendosi preoccupati e sostenendo la necessità della cassa integrazione in deroga».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google