Sicurezza
Caritas e Fondazione Bml in aiuto di chi ha bisogno
LUCCA. L’asola e il bottone, ovvero due elementi che per unirsi hanno bisogno di un gesto. Quel gesto che, trasferito sul piano sociale, consente di dare una risposta ai problemi di molte famiglie,...
LUCCA. L’asola e il bottone, ovvero due elementi che per unirsi hanno bisogno di un gesto. Quel gesto che, trasferito sul piano sociale, consente di dare una risposta ai problemi di molte famiglie, sempre più alle prese con le difficoltà economiche.
Questo il significato del progetto pilota contro la povertà promosso dalla Fondazione Banca del Monte con l’Arcidiocesi e la Caritas di Lucca che si propone la sperimentazione di nuove strategie per contrastare le nuove forme di marginalità generate dalla grave crisi economica globale. Un progetto sperimentale sul quale la fondazione ha investito 150mila euro, attingendo a risorse accumulate nel tempo, destinati a tre zone particolarmente sensibili al problema e soggette a un progressivo impoverimento: Castelnuovo, quartiere Varignano di Viareggio e una zona di Lucca ancora da individuare.
L’obiettivo è realizzare nuovi servizi a sostegno della cosiddetta “fascia grigia” della società e, col supporto di volontari, ma anche di famiglie più abbienti, in grado di fornire sostegni economici a tante famiglie che, per assenza o perdita di lavoro ed altre situazioni difficili, stentano ad andare avanti e rischiano di precipitare nel vortice dell’indigenza. Per questo è necessario attivare anche servizi che diano respiro alle famiglie, non necessariamente tramite contributi in denaro, ma anche azionando meccanismi di solidarietà che possono tradursi in gesti quotidiani come aiuti per anziani e doposcuola per bambini.
Il tutto reso possibile anche da azioni di buon vicinato e di solidarietà fondamentali, secondo l’arcivescovo Italo Castellani, nel momento critico che sta attraversando una società che fino a pochi anni fa vedeva aprirsi davanti orizzonti che invece adesso si chiudono inesorabilmente, soffocando le illusioni delle nuove generazioni che non riescono a fare progetti per il futuro.
Intanto per ciascuna zona sarà organizzato un tavolo di lavoro tra associazioni, istituzioni, volontari e privati che opereranno in sinergia con l’obiettivo di allargarsi a macchia d’olio sul territorio, cercando di coprire casi difficili che mettono a repentaglio la tranquillità di un numero impressionante di nuclei familiari che sempre più si rivolgono ai servizi sociali perché non in grado di affrontare i disagi quotidiani.
«Le risorse disponibili sono solo un avvio di un progetto che dovrebbe prendere campo su tutta la provincia», dice il presidente della Fondazione Giuseppe Del Carlo, intenzionato ad andare avanti con le alleanze, indispensabili per non far precipitare un numero sempre maggiore di famiglie in uno stato di povertà.
Rossella Lucchesi
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