Il Tirreno

Lucca

Caccia agli stipendi non pagati

di Ilaria Bonuccelli
Caccia agli stipendi non pagati

In 282 da gennaio hanno chiesto l’intervento dell’Ispettorato del lavoro: sono il 55% in più del 2011

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Di solito avanzano due o tre mensilità e la liquidazione. Non riescono a riscuotere perché la ditta è chiusa e spesso il titolare è diventato irreperibile. Per questo si rivolgono all’Ispettorato del lavoro. Chiedono aiuto per recuperare 3mila o 4mila euro necessari a mandare avanti la famiglia. Nei primi tre mesi del 2012, il fenomeno è esploso. Fra gennaio e marzo le richieste di intervento da parte di lavoratori arrivate all’Ispettorato sono state 282, più di tre al giorno, secondo la media matematica.

La situazione è davvero grave, se si pensa che solo un anno fa nello stesso periodo le richieste di intervento diretto sono state 182, cento in meno. L’impennata del 54,9% non era ipotizzabile neppure dagli addetti ai lavori. Che sempre più di frequente si trovano a ricevere disoccupati che hanno bisogno di recuperare i soldi persi. «La maggior parte delle persone che chiede l’intervento dell’ispettorato - spiega Chiara Gabelloni, responsabile del servizio ispettivo dell’ente - è rappresentata da persone che hanno perso il lavoro e che non sono in grado di trovare un’altra occupazione, non in tempi rapidi, quantomeno. Chiedono all’ispettorato di rintracciare le buste paga e di riuscire a recuperare gli arretrati. Di solito parliamo di 2-3 mensilità, oltre al trattamento di fine rapporto. Ma non è semplice». Non è semplice - prosegue Chiara Gabelloni - perché in alcuni casi non si trova neppure il cedolino dello stipendio magari perché «le ditte, in difficoltà, non hanno più pagato il consulente del lavoro o il commercialista e le buste paga non sono state neppure compilate. Oppure, insieme alla ditta sparisce la documentazione».

Per arrivare a una soluzione del contenzioso, in prima battuta l’Ispettorato del lavoro - sottolinea il direttore, Roberto Sarti - suggerisce il ricorso alla conciliazione davanti a un funzionario dell’ente. «Questa procedura - evidenzia il dirigente - serve, intanto, per velocizzare i tempi e, in caso di accordo, anche a ridurre le eventuali sanzioni. Vorremmo far capire che la procedura non è utile solo al lavoratore, ma anche al titolare dell’impresa. Il fatto di non presentarsi a una procedura di conciliazione determina l’avvio di un’ispezione che non si limita solo alla posizione del lavoratore al centro del contenzioso. L’ispezione, infatti, riguarda tutti i lavoratori dell’impresa». Non è un caso, quindi, che anche per i primi tre mesi sia stata proposta e avviata la procedura di conciliazione per 205 lavoratori su 282 che si sono rivolti all’ispettorato del lavoro. Quante procedure andranno a buon fine non è ancora dato di sapere. Dall’inizio dell’anno, comunque, sono già state 65 le pratiche (anche avviate nel 2011) che si sono chiuse con una conciliazione. Ma la percentuale è ancora bassa. In compenso, sono state convalidate, sempre dall’inizio dell’anno, 77 “diffide accertative” «che, di fatto - dice Chiara Gabelloni - rappresentano per il lavoratore un titolo esecutivo con il quale esigere il pagamento del credito vantato. La diffida accertativa è come un decreto ingiuntivo ed è stata introdotta nel 2004 per tutelare, in sede di accertamenti, i lavoratori non solo dal punto di vista previdenziale (con il recupero dei contributi) ma anche dal punto di vista economico, con il recupero degli stipendi».

Nonostante questi passi avanti, la provincia di Lucca resta in Toscana quella con la percentuale più alta di richieste di intervento dell’Inspettorato da parte dei lavoratori. «Per me - dice Roberto Sani - questo fenomeno si spiega non tanto con l’eccesso di irregolarità della zona, quanto con la fiducia che le persone hanno nei confronti dell’ente. Sanno che segnalando la propria situazione potranno avere una risposta tempestiva. Se non va a buon fine la conciliazione e avviamo un’ispezione siamo un grado di convalidare in un paio di mesi una diffida accertativa. Garantendo, così, una certezza alla persona sui crediti di lavoro». Proprio quello che chiedono i lavoratori senza stipendio che, in alcuni casi, ogni 10-15 giorni si fanno vivi con l’Ispettorato per capire a che punto sia il recupero dei loro stipendi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa