Il Tirreno

Lucca

Saett a fuoco, molti danni Sospeso il reparto vendite

di Claudia Ponziani

L’azienda di Gallicano riprende però subito l’attività di installazione impianti Le cause dell’incendio si ricercano, ad ora, in problemi al quadro elettrico

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GALLICANO. Una macchina dell'Arpat parcheggiata fuori dal cancello. Finestre rotte, muri anneriti, vetri in terra e un locale completamente bruciato. E' questo il triste spettacolo in via Bartolini, nella zona industriale del paese, all'indomani dell'incendio di vaste proporzioni che ha avuto come involontaria protagonista la Saett, azienda che opera dal'97 nell'installazione di impianti elettrici e che attualmente vede impiegati sette dipendenti e due soci. E lo scenario diventa ancora più cupo una volta varcata la soglia d'ingresso, dove le fiamme hanno divorato per ore cavi elettrici, attrezzature, pareti e mobilia, hanno messo sottosopra un capannone e le vite che intorno a quel capannone giravano, hanno lasciato confusione, residui di un odore acre e la vaghezza dei sentimenti ad aleggiare nell'aria.

All'interno dell'edificio, nell'ala che dà sulla Fondovalle, quella meno colpita dal fuoco, un viavai silenzioso di persone. Sguardi sconsolati e poca voglia di parlare. I titolari Massimiliano Bertoli e Paolo Giani si affrettano a passi lunghi da una stanza all'altra. «Cosa pensiamo di fare? - sussurrano a mezza voce -. Cercheremo di ripristinare il più presto possibile i locali. No, nessun cambiamento di sede in vista. Dei due macrosettori dei quali ci occupiamo, installazione di impianti elettrici e rivendita all'ingrosso di componenti per impianti tecnologici, è il secondo quello che ha subito i danni maggiori. Il reparto della vendita è così momentaneamente sospeso», spiegano.

I motivi del guasto? «Ancora nessuna risposta certa - continuano i titolari -, ma, stando a quanto hanno detto i vigili del fuoco, la causa dovrebbe risiedere nel quadro elettrico».

L'incendio, scoppiato martedì sera intorno alle 20, ha allarmato fin da subito i residenti della zona. «Era impossibile non accorgersi che qualcosa stava andando a fuoco - racconta Giuliana Pennacchi, che abita in via della Rena, al secondo piano di un condominio da cui si può vedere senza difficoltà il capannone -. Sono andata sul terrazzo intorno alle 20.30 e una colonna di fumo nera si alzava dalla zona di via Bartolini. E' arrivato un odore intenso, nauseabondo, che prendeva alla gola, come di plastica bruciata. Ci sono state piccoli esplosioni: vari colpi che si succedevano, penso siano stati i vetri che andavano in frantumi, e poi una fiammata. Il fumo era così denso che sembravamo avvolti nella nebbia, l'odoraccio così forte da dover rientrare in casa. In un primo momento io e gli altri condomini non riuscivamo a capire da dove provenissero esattamente, poi ho visto un grande dispiegamento di forze dell'ordine e le luci dei dei vigili davanti alla Saett».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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