Sicurezza
Proclamato il “decreto ingiuntivo day” contro lo Stato
La data non è ancora stata decisa. L’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, ci sta ragionando. Ma la protesta ci sarà. Verrà indetto il “Decreto ingiuntivo day”: nello stesso...
LUCCA. La data non è ancora stata decisa. L’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, ci sta ragionando. Ma la protesta ci sarà. Verrà indetto il “Decreto ingiuntivo day”: nello stesso giorno, migliaia di imprese in Italia depositeranno in tribunale i decreti ingiuntivi per reclamare il pagamento dei lavori, nei termini di legge, da parte delle pubbliche amministrazioni.
«Il ricorso al decreto ingiuntivo - sottolinea Stefano Varia, consigliere regionale di Ance - è l’unico strumento di difesa delle imprese nei confronti dello Stato e degli enti pubblici che ritardano a liquidare le fatture emesse per i lavori effettuati. Finora non siamo ricorsi a questa procedura, ma ora la situazione è diventata insostenibile anche perché è elevatissimo il costo del denaro che le banche anticipano alle ditte che vantano crediti nei confronti degli enti pubblici». Gli interessi - denuncia Varia - «mangiano quel 5-6% che potrebbe essere il guadagno annuale di un’impresa. Se si azzera il guadagno, laditta chiude».
La soluzione, però - conclude Varia - non è rappresentata dagli accordi che enti e banche hanno stretto (anche in Lucchesia), per garantire gli anticipi di cassa alle imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni: «Non è questa la soluzione perché gli interessi sull’anticipo di cassa gravano sulle ditte, quando dovrebbero essere a carico degli enti che non pagano nei 30 giorni previsti dal Codice degli appalti. Non a caso, la Corte dei conti della Toscana ha definito illegittimi questi accordi. E non a caso, Ance ha dato un ultimatum al ministro Corrado Passera: o risolve il problema o le imprese emetteranno quei decreti ingiuntivi da sempre rimasti nei cassetti».
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