Sicurezza
A Bagni di Lucca due rari esemplari di Ginko Biloba
BAGNI DI LUCCA. Sembra impossibile eppure a Bagni di Lucca esistono esemplari di fossili viventi, la cui specie risale a 250 milioni di anni fa. Si trovano nel parco di Villa Ada a Bagno alla Villa...
BAGNI DI LUCCA. Sembra impossibile eppure a Bagni di Lucca esistono esemplari di fossili viventi, la cui specie risale a 250 milioni di anni fa. Si trovano nel parco di Villa Ada a Bagno alla Villa e in quello che rimane del Grande Albergo delle Terme. Si tratta di due monumentali piante di Ginko Biloba, originarie della Cina e del Giappone, e sono la testimonianza di quanto importante fosse la cura dei parchi e dell'ambiente nell’Ottocento da parte delle comunità inglesi che vivevano o soggiornavano a Bagni di Lucca.
Chiamato anche “ albero del ventaglio per la particolare forma delle foglie”, il Ginko biloba è stato coltivato per millenni dai monaci cinesi e portato in Europa intorno alla metà del 1700, quando una spedizione botanica trovò in Cina queste piante sopravvissute a tutte le età geologiche.
L'esemplare di Villa Ada si presenta molto più massiccio di quello di Bagni Caldi che nel tempo ha diviso il suo fusto in due tronchi, ma sono tutti e due di notevole altezza, più o meno intorno ai 25-30 metri. Adesso sono abbastanza spogli: la loro bellezza esplode in autunno, quando le foglie assumono una colorazione giallo vivo molto decorativa.
Nel 1800, all'epoca di Carlo Lodovico di Borbone, succeduto alla madre Maria Luisa, a Bagni di Lucca prese il via la passione per l’abbellimento e la conservazione sia dei viali pubblici che delle ville. Molte specie provengono dal giardino botanico di Lucca, creato dalla principessa Elisa Baciocchi: da qui si suppone che siano giunti i due ginko biloba e anche il raro esemplare di Cedro del Libano che ancora rimane lungo la strada che porta a Bagni Caldi.
I due alberi esotici non sono qui per caso. Nel periodo borbonico sia Bagni Caldi che Bagno alla Villa erano i centri di sviluppo della località termale e in questo contesto gli inglesi, portatori del romanticismo europeo, trovanono a Bagni di Lucca un ambiente naturale e selvaggio che corrispondeva ai loro gusti. I primi giardini paesaggistici di questo luogo furono realizzati intorno alle case degli inglesi e in quelle prese in affitto per il periodo estivo.
I due Ginko Biloba rimasti rappresentano forse la punta più alta della ricchezza naturalistica di Bagni di Lucca, ma non bisogna dimenticare le altre specie molto ricercate , come il cedro del Libano, l'ippocastano, la catalpa, la magnolia, la mimosa, il salice piangente, che si affiancano alle tradizionali di bosso, di tasso e di orniello, visibili ancora lungo i vialetti della località denominata Bagni Caldi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google