Attenzione
Il vescovo invita i fedeli a gesti solidali per chi soffre
I segni di speranza debbono tradursi in gesti e azioni concrete verso chi è senza lavoro, che ha difficoltà ad arrivare a fine mese e non riesce a pagare l’affitto o le bollette del gas, della luce o dell’acqua
LUCCA. I segni di speranza debbono tradursi in gesti e azioni concrete verso chi è senza lavoro, che ha difficoltà ad arrivare a fine mese e non riesce a pagare l’affitto o le bollette del gas, della luce o dell’acqua.
È questo uno dei passaggi fondamentali dell’omelia del vescovo, monsignor Italo Castellani, in occasione della messa di Pasqua di stamani nella cattedrale. «Lo scenario di crisi culturale ed economica che stiamo attraversando - si legge nelle parole del vescovo - dev’essere un’occasione che consente di aprirci a nuovi scenari, a sperimentare rinnovate forme di relazione umana. La crisi offre l’opportunità di purificarci rispetto ad alcuni comportamenti non cristiani che si erano imposti e diffusi nella nostra vita. Accanto alla fede serve una carità intensa e affinata. Esiste ed è diffusa nella nostra comunità una carità quotidiana che si manifesta nelle varie forme di volontariato e associazionismo e in gesti di solidarietà porta a porta spesso nascosta, ma molto efficace per risolvere i problemi del vicino di casa, del conoscente, delle persone.
« E da lì che i cristiani debbono partite per progettare nuove forme di fare politica e di salvaguardare il bene comune. In tempi così difficili ci si sta riappropriando del senso di comunità e resta alta l’attenzione per le persone indifese (anziani, diversamente abili) nei quartieri, nelle parrocchie, nelle strade torna la voglia di farsi prossimi a chi è in difficoltà. Percorsi d’impoverimento possono toccare tutti e le famiglie dei colleghi, dei vicini, dei compagni di scuola dei figli possono essere toccate dalla difficoltà. Diventa allora urgente esprimere solidarietà con gesti concreti».
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