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Pasqua in carcere per la gang della cocaina

Pasqua in carcere per la gang della cocaina

PORCARI. Parere negativo del sostituto procuratore Salvatore Giannino per l’attenuazione della misura detentiva in carcere nei confronti dei componenti la gang che riforniva la Piana di cocaina e che...

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PORCARI. Parere negativo del sostituto procuratore Salvatore Giannino per l’attenuazione della misura detentiva in carcere nei confronti dei componenti la gang che riforniva la Piana di cocaina e che aveva come centro di smistamento dello stupefacente una pasticceria di Porcari co-gestita dall’unico italiano finito in manette. Lui come gli altri arrestati - tutti di origine albanese - interrogati in carcere dal giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Così passeranno le festività pasquali in carcere.

Secondo i carabinieri del reparto investigativo guidato dal capitano Sergio Pennisi i componenti la gang si rifornivano di polvere bianca dalla provincia di Brescia, dove i prezzi sono più favorevoli, con un giro d’affari di circa 150mila euro. Tra i consumatori vip gli inquirenti hanno individuato 43 persone: professionisti, commercianti, ma anche impiegati e casalinghe. Il monitoraggio della pasticceria ha consentito di scoprire che dietro l’acquisto di dolciumi in realtà c’era il giro di droga.

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