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L’organo dimenticato di Puccini
A quello strumento il maestro suonava un inno scritto per la chiesa
BAGNI DI LUCCA. Si intitola "Vexilla Regis" l'inno per coro maschile e organo composto in gioventù da Giacomo Puccini, commissionato da Adelson Betti, farmacista e padre del violinista Adolfo Betti, che chiese al maestro di scrivere un brano per la chiesa di San Pietro in Corsena, affinché potesse essere eseguito in occasione della settimana santa dallo stesso Betti, organista e maestro del coro.
E così fece Puccini, che era spesso ospite del maestro Adelson Betti, durante i soggiorni nella cittadina termale dove amava suonare anche nell'orchestrina da ballo del casinò.
L'inno autografato, già di proprietà del violinista Adolfo Betti, fu venduto nel 1936 alla Library of Congress di Washington, dove fu registrato nello stesso anno.
L'organo in questione, con una storia così importante, è muto da parecchi anni, perlomeno dal 1987, anno in cui morì il maestro Edilio Gregori, l'ultimo ad aver toccato i suoi tasti. L'organo che ha suonato le musiche di Puccini, è uno strumento di buona fattura, spiegano oggi i parroci, costruito dall'organaro lucchese Paolino Bertolucci nella prima metà del 1800.
Lo strumento in origine fu costruito per la chiesa di San Michele in Foro a Lucca, sostituito dall'attuale strumento costruito dall'organaro Odoardo Landucci nel 1864. Fu proprio Landucci a vendere e rimontare l'organo nella chiesa di Corsena nel 1864-65.
Più di recente sono stati eseguiti numerosi interventi; l'ultima manutenzione risale agli anni 1970, ad opera dell'organaro Giovanni Bai di Varese.
«Comprendiamo benissimo - affermano i parroci - che questo strumento ha bisogno di un attento restauro per riacquistare il suo originario splendore, considerando anche che l'ultimo intervento non è stato un vero e proprio restauro ma una semplice pulitura e rimessa in funzione. Tutta la comunità pastorale di Bagni di Lucca sta premendo per questo. Abbiamo già fatto eseguire diversi preventivi da ditte specializzate. Ma ogni volta dobbiamo rinunciare perchè abbiamo pochi soldi e ci sono priorità: la prossima sarà il rifacimento del tetto della chiesa del Sacro Cuore. Non abbiamo più nemmeno un organista nella zona, se ci fosse qualcuno, uno stimolo maggiore lo potrebbe dare».
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