Il Tirreno

Lucca

il racconto

Il poeta chiedeva a mia nonna di cucinare pollo alla cacciatora

Il poeta chiedeva a mia nonna di cucinare pollo alla cacciatora

BARGA. «Cara Adele, vengo con un amico. Mi fai il pollo come lo fai te». A scrivere queste poche parole alla figlia del proprietario dell’osteria “Dal Savoglia” di Castelvecchio è Giovanni Pascoli...

2 MINUTI DI LETTURA





BARGA. «Cara Adele, vengo con un amico. Mi fai il pollo come lo fai te».

A scrivere queste poche parole alla figlia del proprietario dell’osteria “Dal Savoglia” di Castelvecchio è Giovanni Pascoli in persona.

«Il poeta rientrava assieme a un suo amico a Castelvecchio e voleva fargli assaggiare il pollo alla cacciatora, vera prelibatezza di mia nonna», racconta il signor Giuseppe Bonini, classe 1929. Suo nonno, che si chiamava come lui, Giuseppe Bonini, era il muratore della famiglia Pascoli e all’epoca fece molti lavori alla casa sul Colle di Caprona. Sua nonna invece era la figlia del titolare (e la cuoca) dell’osteria Dal Savoglia.

«La mia famiglia – continua il signor Bonini – ha ancora una serie di lettere che il Pascoli scriveva ai miei nonni. In una, in particolare, il poeta si trovava a Messina e chiedeva a mio nonno di fare dei lavori per il bagno. Io ho conosciuto la sorella di Giovanni, Maria, e mi ricordo anche delle tante personalità che negli anni sono arrivate qui a Castelvecchio per portare il loro saluto sulla tomba del poeta».

«Negli anni Trenta - continua il racconto -, quando ero alla scuola elementare, il 6 aprile di ogni anno ci portavano quassù per assistere alla messa in suffragio del poeta e alla quale assisteva sempre anche Maria Pascoli, che raggiungeva la cappellina da una scala interna all’abitazione. Nel giugno del 1937 venne la regina Maria Josè e fu organizzata una gran cerimonia per accoglierla, con archi di verzura nel paese e petali di fiori sparsi lungo la strada. Noi ragazzi della scuola eravamo tutti presenti e due ragazze di Castelvecchio la omaggiarono con dei fiordalisi».

Il racconto si conclude con un tono di non poca commozione. Sempre riguardo quell’evento. «Successivamente - ricostruisce Bonini - arrivarono Giuseppe Bottai, Rodolfo Graziani e il re Vittorio Emanuele III ma la sua visita fu resa nascosta fino all’ultimo e solo più tardi ne paese si sparse la voce del suo arrivo». (l.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa