Sicurezza
Il calzaturiero in ripresa crescono gli occupati
Alla fine del 2011 gli addetti sono 2.953 con un aumento dell’1,5% rispetto al 2010 Adesso si punta soprattutto sulla produzione ecologica e di elevata qualità
CAPANNORI. Lo davano per spacciato già tanti anni fa ma il calzaturiero a Lucca e più in generale, in Italia, è più vivo che mai.
Lo sostengono gli ultimi dati della Camera di Commercio di Lucca che vedono alla fine del 2011 un aumento dell’1,5% dell’occupazione, passata a 2.953 addetti nel settore a fronte di un lieve calo delle unità produttive e ad un incremento del 2,9% del fatturato, confermando e anzi migliorando il già positivo trend nazionale.
Nella nostra provincia, uno degli attori principali del settore è il Ceseca, il Centro servizi calzaturiero di Segromigno che da trent’anni sta affiancando con successo le aziende locali nei processi di sviluppo e di innovazione.
Tanti traguardi raggiunti insieme in tutto il mondo, una credibilità acquisita a livello internazionale e l’ormai prossima e moderna Cittadella della Calzatura, in dirittura di arrivo a Segromigno, che ne amplierà il raggio di azione, facendone sempre più un riferimento per tutte le maggiori aziende del settore.
Il Ceseca è diventato in questi anni un caso studiato in Italia, preso da esempio anche all’estero per la capacità di aver saputo unire la forza degli imprenditori agli interessi pubblici.
Molto è cambiato in pochi decenni nella Piana di Lucca ma i calzaturifici rimasti, sono oggi espressione di prodotti di ottima qualità, molto richiesti sui mercati europei e mondiali, che finiscono nei canali di vendita con il marchio delle ditte più prestigiose.
Sono infatti le grandi griffe della moda e della distribuzione ad accaparrarsi la produzione lucchese per i propri mercati.
Ed è anche grazie al Ceseca se le aziende lucchesi hanno puntato sulla qualità e sulla certificazione dei prodotti.
Ceseca è infatti diventato con gli anni un centro tecnologico di riferimento, riconosciuto a livello internazionale, per il controllo della qualità delle calzature, per la formazione e per i progetti di ricerca e sviluppo tra cui quelli della “calzatura ecologica” e “calzatura su misura”.
«Rileviamo segnali positivi, afferma il presidente del Ceseca, Giovanni Cordoni, a cominciare dal dato sull’occupazione che dimostra il buon stato di salute delle nostre aziende che hanno saputo ristrutturarsi.
« Un dato in controtendenza con il settore manifatturiero in generale - aggiunge Cordoni - che fa ben sperare anche per il comparto lucchese che continua a rappresentare una voce importante per l’export provinciale.
Il calzaturiero a Lucca ha ancora delle certezze, ma dovrà essere capace di rimanere al passo con i tempi e percorrere la strada dell’innovazione continua».
E dopo trent’anni d’impegno, Ceseca ha voluto raccontarsi in un libro, ormai di prossima pubblicazione, partendo dalla storia del calzaturiero locale e parlando delle sue sfide passate e future e che sarà presentato sabato prossimo 14 aprile a Villa Bruguier a Camigliano.
Un volume che rilancia la sfida di un settore tradizionale per il Capannorese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google