Il Tirreno

Lucca

Dal chirurgo in 48 giorni Lucca al top in Toscana

I tempi di attesa per un intervento dimezzati rispetto alle linee guida regionali Sono 232 i pazienti in lista e per le operazioni col robot ci si sposta a Pisa

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LUCCA. Ci sono 232 pazienti in lista di attesa per un intervento di chirurgia generale. Quelli più gravi, i malati oncologici, una trentina circa, saranno operati entro la fine del mese di aprile; gli altri dovranno attendere 48 giorni, che è il tempo medio di attesa per il Campo di Marte. Un dato che – se può essere fonte di disagio per chi è alle prese con una determinata patologia e vorrebbe risolvere subito il problema, senza aspettare – è comunque assai più basso dei tempi previsti dagli standard della Regione: 90 giorni per gli interventi sui malati non oncologici e 30 per quelli oncologici.

Proprio sull’attività del reparto di chirurgia del Campo di Marte, guidato dal dottor Andrea Carobbi, si è incentrato un incontro fra i vertici dell’Asl 2 e i cronisti. Uno degli appuntamenti periodici voluti dal direttore generale Antonio D’Urso.

E’ stato il direttore sanitario Joseph Polimeni a fare il quadro. Partendo da quella che, usando un termine più industriale che sanitario, è stata definita la «produzione». Ovvero i 1800 interventi l’anno, di cui il 30% in day surgery; l’incremento nel triennio del 27% della chirurgia ambulatoriale; il tasso di copertura delle richieste dei residenti, pari al 65%, ma che per alcune patologie tocca l’80% (sulla tiroide per esempio c’è un numero di fughe elevato).

Il fiore all’occhiello dell’organizzazione chirurgica è da un lato la preospedalizzazione, che consente di fatto di azzerare i tempi di attesa di questa e dall’altro la gestione delle liste di attesa, attraverso un procedimento informatizzato e un protocollo, e non più quindi affidata al singolo professionista.

Al di là della quantità dell’attività (o produzione), c’è poi la qualità. L’Asl 2 è soddisfatto dello sviluppo dell’approccio laparoscopico, che consente intervento meno invasivi, meno dolore e recupero più rapido. Con questa tecnica l’ospedale di Lucca è primo in Toscana e 7° in Italia per numero di interventi di asportazione della cistifellea. E chirurgia eccelle anche per la bassa mortalità a 30 giorni di distanza dall’intervento in pazienti non oncologici (2° posto in Toscana).

«Chirurgia tratta più casi e di maggiore complessità», ha sottolineato il direttore D’Urso, lasciando poi al primario Carobbi il compito di spiegare i grandi passi in avanti fatti con la chirurgia mini-invasiva. “Siamo arrivati ai livelli di centro di riferimento internazionali”, ha detto Carobbi, aggiungendo: «Voglio che il malato possa trovare a Lucca lo stesso tipo di intervento che viene fatto altrove».

Al Campo di Marte dall’inizio del 2009, alla guida di un gruppo di 10 medici che si alterna nelle sette sale operatorie (con il nuovo ospedale diventeranno 12, più quella di ostetricia), Carobbi sottolinea di lavorare con colleghi assetati dalle nuove tecnologie, entusiasti di imparare, rivendicando il ruolo della chirurgia generale negli ospedali di provincia. Con Pisa è comunque in fase di definizione una convenzione che consentirà ai chirurghi del Campo di Marte di andare a operare a Cisanello i pazienti (comunque pochi) che è opportuno sottoporre a interventi di chirurgia robotica. Un’attività che – proprio per il numero limitato di casi – non sarebbe stato conveniente organizzare a Lucca, dato l’alto costo delle attrezzature. «Un esempio di sinergia, di sanità in ambito di area vasta», ha sottolineato il direttore D’Urso.

Fabrizio Tonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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