Il dolore
Dai vani ai metri quadri ecco come cambia il catasto
LUCCA. La rivoluzione del catasto è in rampa di lancio. Se ne parla da più di vent’anni ma questa sembra essere la volta buona. Finora la tassa sulla casa è stata calcolata in base ai vani catastali....
LUCCA. La rivoluzione del catasto è in rampa di lancio. Se ne parla da più di vent’anni ma questa sembra essere la volta buona. Finora la tassa sulla casa è stata calcolata in base ai vani catastali. In pratica una cameretta utilizzata per gli ospiti paga quanto una salone arredato con un pianoforte a coda. Le nuove regole fisseranno invece il valore della casa in base ai suoi metri quadrati.
In più cambierà anche la scaletta delle categorie catastali. In pratica la riforma dovrebbe far sì che il valore della casa corrisponda il più possibile a quello di mercato e per questo si terrà conto di quanto vale l’abitazione sia in termini di reddito che di patrimonio. Per questo è logico aspettarsi aumenti per tutti i proprietari di abitazioni del centro storico o delle zone più prestigiose delle colline che negli ultimi anni hanno sviluppato una particolare vocazione turistica perché per l’importo da versare bisognerà considerare anche la localizzazione dell’immobile e lo stato in cui si trova.
Una nota dolente per tutti i lucchesi se si pensa che uno studio del Sole 24 Ore proprio qualche giorno fa aveva decretato che la nostra città era il capoluogo con le rendite catastali per il residenziale più basse di tutta Italia. Una stortura che faceva sì che un’abitazione a Isernia valesse quanto tre appartamenti lungo i viale della circonvallazione a Lucca.
In pratica c’è da attendersi un corposo aumento dell’imposta in cartella anche se si andranno a eliminare tutte quelle disparità dove due appartamenti, uno con una superficie di 100 metri quadrati e l’altro di 75, possono avere lo stesso numero di vani e pagare lo stesso importo in tasse. Ma se il progetto di riforma è contenuto nella legge delega sul fisco che è in fase di approvazione, il commercialista Giampiero Della Nina spiega che l’intera operazione è ancora in alto mare. «Si tratta di un procedimento di revisione lunghissimo che richiederà almeno due anni e mezzo. Il catasto procederà con la misurazione delle planimetrie per ottenere i metri quadrati occupati».
E le incognite in questa prima fase sono ancora tante: «Innanzitutto la maggior parte dei Comuni non ha ancora deciso le aliquote che lo Stato fissa allo 0,4% per la prima casa e allo 0,76% per la seconda, ma le amministrazioni possono ridurle o aumentarle dello 0,2%». Poi ancora c’è il capitolo delle detrazioni, fissate a 200 euro che per il 2013 salgono di 50 euro per ogni figlio a carico che abbia meno di 26 anni. In pratica quindi è ancora tutto da decidere. E il governo ha già annunciato che se il gettito sarà maggiore rispetto alle previsioni, si potrà procedere alla diminuzione dell’aliquota Imu.
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