Il Tirreno

Lucca

Candidati consiglieri a loro insaputa

di Barbara Antoni
Candidati consiglieri a loro insaputa

In tre firmano per sostenere “Giovani per Lucca” e poi si trovano in lista e si fanno cancellare. Guglielmi: «Non è vero»

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LUCCA. Candidati al consiglio comunale a loro insaputa, anche se chi ha raccolto le firme dice il contrario. Appena i tre hanno appreso di essere in lista, si sono subito ritirati.

«Non ci si comporta così - racconta amareggiata Maria Cecilia Sosa, 28 anni, parrucchiera in un negozio del centro, una fra i tre colleghi che si sono trovati fra i candidati della lista Giovani per Lucca senza saperlo -. Io, come altri miei colleghi, ho messo una firma perché chi ce la chiedeva è il marito di una nostra cliente, ed era arrivato in negozio disperato dicendo che gli servivano duecento firme per presentare una lista. Abbiamo firmato solo per aiutarlo. Non credo che nemmeno voterò il candidato sindaco che sostiene».

E ricostruisce il momento in cui la storia è partita. Sabino Guglielmi, capolista di Giovani per Lucca, una delle quattro liste a sostegno del candidato sindaco Maurizio Dinelli, è in giro per raccogliere le firme necessarie a depositare la lista da lui capeggiata.

Si presenta nel negozio di parrucchiere e si rivolge ai quattro giovani che lavorano. «Ci ha detto - continua la ragazza - che aveva bisogno di duecento firme per presentare la sua lista. Il negozio era molto affollato. Lui ci ha detto “non vi voglio causare problemi”, ma noi solo per aiutarlo abbiamo firmato, lo conosciamo come marito di una nostra cliente».

Pochi giorni dopo, racconta ancora la ragazza, «ho ricevuto una telefonata. Mi domandavano “ti sei candidata?” Ho risposto di no, e ho subito ricercato la persona che raccoglieva le firme. Gli ho detto che né io né i miei tre colleghi volevamo avere nulla a che fare con la candidatura, e volevamo che fosse cancellata».

Recedere dalla candidatura non voluta non è stato immediato (dei quattro colleghi che avevano firmato, non tutti ma tre erano finiti tra i candidati, secondo il racconto).

«Quando ho contattato Guglielmi - prosegue la ragazza - ha tentato di convincermi a non rinunciare, sottolineando che stare in politica può portare agevolazioni. Ma io non ci pensavo nemmeno. Alla fine, abbia firmato dei documenti - racconta ancora -. Questa storia è finalmente finita, ma io sono arrabbiata, mi sono sentita truffata».

A sentire parlare di “candidati senza saperlo” a Sabino Guglielmi «viene da ridere. Credo che quando una persona riempie un formulario sappia di compilare una candidatura. La semplice sottoscrizione è altro». E a domanda precisa «ha specificato ai quattro giovani che quanto stavano firmando era una candidatura nella sua lista?», Gugliemi risponde di «sì», sottolineando che «comunque abbiamo fatto la sottoscrizione per revoca e tutto è finito lì. Che c’è di strano?».

Il candidato sindaco, Maurizio Dinelli, si dice al corrente delle revoche, ma quanto a dinamiche dei fatti, rimanda a Guglielmi. «Una candidatura - spiega Dinelli - quella di Silvia Tuccimei, non ha potuto essere accettata perché lei risulta sempre iscritta all’Aire (il registro degli elettori italiani residenti all’estero). Quanto agli altri tre, so che hanno sottoscritto la revoca perché non volevano più candidarsi. Ma è Gugliemi che sa tutto».

E così, nella lista “Giovani per Lucca”, il numero dei candidati, da venticinque che erano (quando ancora non si erano ritirati i candidati “ignari” e l’altra signora) è sceso a 21.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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