Sicurezza
Pillola, rischio obiezione in farmacia
Nelle comunali gli operatori potranno rifiutarsi di fornire Ellaone, contraccettivo dei cinque giorni dopo
LUCCA. «In ciascuna farmacia comunale terremo una confezione della pillola dei cinque giorni dopo, perché così obbliga il contratto nazionale del settore. Ma la nostra linea è chiara: siamo per difendere la vita. Spetta alla coscienza del farmacista decidere se esaudire una richiesta oppure no. Dal momento che non possiamo sanzionare il richiedente, non sarà perseguito nemmeno il farmacista che obietta».
Vincenzo Placido, presidente del consiglio di amministrazione di Farmacie comunali spa, infatti non la manda a dire. Le sue considerazioni su Ellaone sono più che chiare: trasparenti, sgombrano il campo a ogni sorta di dubbio.
Nei confronti di Ellaone, la pillola dei cinque giorni dopo (o “contraccettivo di urgenza”, come la definisce il prontuario dei farmaci), l’ostracismo è su tutta la linea. Trovarla, in città, sarà difficile, se non altro sul momento stesso in cui potrebbe essere richiesta, almeno nelle farmacie comunali.
La pillola entrata in commercio appena tre giorni fa, cosiddetta “dei cinque giorni dopo” perché è in grado di evitare una gravidanza indesiderata nell’arco di centoventi ore da un rapporto a rischio (per averla, occorre un test di gravidanza negativo, e il medico la prescrive con una ricetta in bianco e non ripetibile, che verrà trattenuta dal farmacista al momento dell’acquisto) è un farmaco (del costo di 34,89 euro) non gradito al le farmacie comunali lucchesi. Indesiderato, perfino scomodo, perché va contro all’etica degli azionisti della società (Comune di Lucca al 25,01%, Comune di Bagni di Lucca al 2,99 e il socio privato,Alliance Healthcare spa, al 72).
«La linea della nostra società - continua infatti Placido - è di tutelare la vita. Le nostre farmacie hanno stilato una carta di accoglienza della vita e infatti nei primi tre anni del bambino prevede sconti per sia per la madre che per il piccolo. Io personalmente sono contrario all’uso della pillola, ma la nostra è anche un’azienda al pubblico e non può non ottemperare alla legge. Detto questo, se l’uso dipende dalla coscienza di chi la usa e dal medico che la prescrive, anche il farmacista è libero di obiettare».
«Ellaone non è ancora presente nelle nostre farmacie - conferma Maria Vannuzzi, coordinatore Alliance Healthcare per le farmacie controllate dalla società una vasta area della Toscana tra cui la Lucchesia -. Come per ogni farmaco, provvederemo a reperirla e fornirla nel tempo più celere. Come recita la carta dei doveri del farmacista, ci adopereremo con cura esemplare per evadere le richieste». E quanto alla possibilità che il farmacista obietti nei confronti della richiesta di un farmaco come Ellaone, Maria Vannuzzi, facendo appello alla «coscienza di ognuno», ribadisce che è «nostra cura dare il miglior servizio».
Un approccio molto diverso da quello indicato pochi giorni fa sul nostro giornale da Luciano Sodini, presidente provinciale dei proprietari di farmacie, secondo il quale la parola obiezione non esiste nel vocabolario professionale di un farmacista.
Da un nostro sondaggio sul territorio, emerge comunque che anche la stragrande maggioranza delle farmacie private della città non vede Ellaone di buon occhio.
A domanda precisa se «tenete il farmaco», la risposta più frequente (la quasi totalità degli intervistati, pari almeno al novanta per cento) su un campione di circa venti farmacie è che la pillola dei cinque giorni dopo non è disponibile, perché «l’abbiamo ordinata ma il grossista non ce l’ha ancora fornita», o perché «siamo pronti a fornirla al momento in cui ci venga richiesta, ovviamente presentando la ricetta secondo le modalità previste. Per chi la richiedesse, i tempi per reperire il farmaco saranno celeri: le ore che vanno dalla mattina al pomeriggio o dal pomeriggio all’indomani mattina».
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