Finanza
Nell’elenco anche undici istituti ecclesiastici
LUCCA. I loro nomi sono sparsi nell’elenco, in ordine alfabetico. Ma tutti sembrano riconducibili a un unico ente superiore: la Chiesa. Tra i proprietari di beni ai quali l’Agenzia del territorio ha...
LUCCA. I loro nomi sono sparsi nell’elenco, in ordine alfabetico. Ma tutti sembrano riconducibili a un unico ente superiore: la Chiesa.
Tra i proprietari di beni ai quali l’Agenzia del territorio ha attribuito rendite catastali presunte perché dai loro accertamenti risulterebbero non dichiarati al catasto, o non condonati, ci sono infatti undici istituti ecclesiastici.
Il primo si chiama Beneficio parrocchiale di Arsina, poi ce ne sono tre attribuiti all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero e uno all’Opera della chiesa di San Leonardo.
Consistente la presenza di parrocchie: un fabbricato ciascuno per la parrocchia di San Michele ad Antraccoli, S. Ambrogio a Massa Pisana, San Giuseppe a Nozzano Castello, Santa Maria Assunta a Sesto di Moriano e San Martino a Castiglioncello. Infine anche la pievania di Balbano risulta essere proprietaria di un bene.
Nell’elenco dell’Agenzia del territorio non viene precisato se si tratta di fabbricati o porzioni, come peraltro per tutti gli altri nominativi contenuti. Il documento, da due giorni on line sul sito del Comune di Lucca, contiene infatti, oltre ai nomi dei soggetti intestatari con relativa data di nascita, se si tratta di privati, soltanto dei numeri riferiti al protocollo e alle registrazioni. (p.t.)
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