La manifestazione
Immobili fantasma, tra i 400 proprietari deceduti e centenari
Privati, enti e istituti religiosi tra gli intestatari di rendite Molti però sostengono di essere in regola con le leggi
Chi è introvabile, chi casca dalle nuvole, chi si sente al sicuro perché sostiene di avere tutto in regola, chi è difficile che possa leggerlo perché è sicuramente passato a miglior vita, essendo nato addirittura a fine ‘800. È destinato a far discutere l’elenco dei proprietari di immobili fantasma reso noto dall’Agenzia del territorio e pubblicato da due giorni sul sito del Comune di Lucca.
Si tratta di circa 400 fabbricati (interi o porzioni) per i quali sono state attribuite rendite catastali presunte perché dagli accertamenti effettuati dall’Agenzia risultano non dichiarati, oppure abusivi o non denunciati dopo un condono. Gli atti saranno consultabili dagli stessi proprietari o da loro delegati fino al 2 luglio sia sul sito (www.comune.lucca.it) sia alla sede provinciale dell’Agenzia, in via del Brennero.
Identikit dei proprietari. La maggior parte degli intestatari sono privati. Poche le aziende presenti, e pochi anche gli enti e le istituzioni. Tra queste ultime figurano diverse parrocchie e istituti religiosi. Ma, scorrendo l’elenco e ascoltando le reazioni di alcuni proprietari, emergono diverse curiosità e stranezze.
La carica degli ultra centenari. La prima curiosità riguarda l’età dei 400 presunti evasori. La metà di loro, infatti, è nata prima del 1940. E questo non vorrebbe dire niente. Ma di questa metà la maggior parte ha visto i natali tra il 1902 e il 1913. Troppo in là. C’è poi un nutrito gruppo di fenomeni della natura la cui data di nascita è compresa tra il 1885 e il 1897. Decisamente improbabile, a meno di miracoli, che siano ancora loro i proprietari dei fabbricati. Nell’elenco, però, lo risultano.
Il capannone condonato. Il titolare della falegnameria Della Bidia, una delle aziende comprese nel documento, ci scherza su. «Non so se l’elenco si riferisca al fabbricato dove abbiamo realizzato il nostro capannone – dice -, ma se si tratta di quello, mi sembra davvero impossibile che si tratti di un bene fantasma. Quando lo abbiamo comprato, nel 1998, è stato oggetto di una sanatoria: presumo che un atto del genere non si possa fare se non con delle carte in mano. Carta canta, come si dice. Per me è a posto. E poi sa che le dico con tutto il cuore? Che sia accatastato o no, non mi interessa: le cose più importanti sono ben altre».
Tutto in regola. Casca dalle nuvole anche Renzo Biondi della Cardini rettifiche motori, nota azienda lucchese con sede ad Antraccoli. «Francamente ignoro di cosa si tratti – spiega -. Se è la nostra sede, sono capannoni costruiti con tutti i permessi. Anzi per l’ultimo, finito da un mese, il nostro geometra è in attesa delle certificazioni varie. Comunque, se c’è qualcosa che non va, siamo pronti a verificare, ci mancherebbe».
Le aziende. Sono altre sette le imprese che figurano proprietarie di fabbricati. Due le immobiliari: Ginesi snc con sede a Porcari e Speranza di Martinelli & C di Lucca. Poi ci sono Easy Building srl, ancora a Porcari, Gestione Beni di Michelotti & C società in accomandata semplice di Lucca e Industria Toscana Ossigeno srl di Lucca. Due i nomi grossi: Cucirini Cantoni Coats e Società autostrada ligure toscana. La prima, oggi Coats Cucirini con sede a Milano, è la multinazionale tessile che ha significato un pezzo importante della storia lucchese: alla Cantoni, il mitico stabilimento dell’Acquacalda, hanno lavorato oltre 4000 lucchesi dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta, quando iniziò il processo di disimpegno che ha poi condotto alla definitiva scomparsa da Lucca. La Società autostrade, invece, ha sede a Lido di Camaiore e nell’elenco risulta intestataria di quattro immobili.
Al tempo del duca. Tra i proprietari, poi, c’è uno strano Ospedali e ospizi di Lucca introvabile se non negli Archivi storici. Dove nei documenti si parla di Reali ospedali e ospizi di Lucca, al tempo del ducato dei Borboni, e della Regia Direzione Ospedali e ospizi, sotto il principato di Felice Baciocchi e Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone. Un salto ai primi dell’Ottocento, dunque.
Ricorsi. A due giorni dalla pubblicazione, nessuna contestazione è arrivata né all’ufficio Urp del Comune né all’Agenzia del territorio. In ogni caso è possibile fare ricorso contro le rendite catastali, a partire dal 3 luglio. C’è poi la possibilità del riesame, consultando prima gli atti e poi chiedendo il riesame dell’avviso di accertamento all’Agenzia del territorio. L’ufficio ha sede in via del Brennero 223 ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12,30.
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